Ora Maragno è in bilico Nessun aiuto da Pd e M5s

Il sindaco rischia le dimissioni e lo scioglimento del Consiglio se il documento finanziario non dovesse superare l’esame dell’aula dopo il no in commissione
MONTESILVANO. Sarà una Pasqua tutt'altro che serena quella che si appresta a trascorrere il sindaco Francesco Maragno. Al rientro dalle festività, e precisamente il 19 aprile, a partire dalle 9, la maggioranza di centrodestra dovrà fare i conti, nel senso più letterale del termine, con la discussione del bilancio di previsione 2017.
E se quei conti non dovessero tornare, com’è già avvenuto nei giorni scorsi in commissione – dove il bilancio è stato bocciato con 12 voti contrari e 11 favorevoli – il primo cittadino sarò costretto a dimettersi e la città a tornare, ancora una volta, anticipatamente al voto. Le sorti dell'amministrazione sembrano essere infatti tutte nelle mani del gruppo #Montesilvano2019 che, con i suoi 6 voti determinanti, potrebbe decidere di far cadere il sindaco o, al contrario, di mantenere in vita l'amministrazione tenendola allo stesso tempo sotto scacco. E nessuna stampella arriverà a Maragno né dal Pd, né dal Movimento Cinque Stelle, stando alle dichiarazioni della vigilia.
Unica possibilità di salvezza è data solo da un auspicato, quanto improbabile, accordo tra i ribelli e la maggioranza. A tal proposito, l'ex consigliere del Pd, Daniele Scorrano, commenta: «Perché scendere a compromessi e negoziare poltrone e persone con consiglieri e personaggi esterni che hanno solo la visione dei propri obiettivi? Credo che un gesto di saggezza politica sarebbe quello di rimandare a casa gli avvoltoi che, dal 2012 a oggi, purtroppo, sono solo stati alla ricerca del proprio tornaconto e che, se da un lato potrebbero garantire un voto favorevole al bilancio, dall'altro, presenterebbero un conto per i propri obiettivi personali».
Intanto, a far sapere che non correranno in soccorso del primo cittadino, sono i gruppi del Pd e dei Cinque stelle. «Non saremo la stampella di nessuno», commenta il pentastellato, Cristhian Di Carlo. «Abbiamo bocciato il bilancio perché, a nostro avviso, non si regge in piedi e, anche se in Consiglio comunale presenteremo 6 emendamenti per migliorare la situazione, non daremo il nostro voto favorevole alla delibera». Quanto alla crisi della maggioranza, Di Carlo aggiunge: «Avevamo previsto tutto dall'inizio, quando il sindaco mise insieme ben sette liste eterogenee per essere eletto. Quindi ora sta a lui prendere atto se ha i numeri per andare avanti».
Sulla stessa lunghezza d'onda il Pd. «Noi abbiamo presentato 186 emendamenti puntando soprattutto su scuole, manutenzione del verde e impianti sportivi. Continueremo nel nostro ruolo di opposizione», rivela il consigliere Feliciano D'Ignazio. «Ma il problema è tutto interno alla maggioranza e se il sindaco, per far passare il bilancio, dovesse lasciare spazio allo stravolgimento della delibera con l'approvazione di tutti gli emendamenti dei ribelli e delle minoranze, allora farà bene a dimettersi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

