«Ora serve il vaccino obbligatorio»

15 Ottobre 2021

L’appello di Cgil, Cisl e Uil: «Così evitiamo il caos. Alle imprese serviva più tempo»

L’AQUILA. «Confidiamo sul senso di responsabilità dei lavoratori abruzzesi, ma riteniamo che la vaccinazione sia la vera formula per risolvere questo problema e l’ideale sarebbe l’introduzione obbligo vaccinale», parola di Leo Malandra, segretario generale della Cisl Abruzzo e Molise, che trova trova sulla stessa lunghezza d’onda anche gli altri rappresentanti dei sindacati. «Mi auguro che non ci siano troppi problemi nei settori lavorativi», sottolinea Carmine Ranieri, segretario generale della Cgil Abruzzo e Molise, «anche se il personale non vaccinato è ancora numeroso. La nostra linea, però, è molto chiara: il vaccino deve essere obbligatorio perché è l’unico modo per ricominciare ad avere una vita di nuovo normale. In più, bisogna sensibilizzare alla vaccinazione tutti i lavoratori».
Il vaccino obbligatorio sarebbe la soluzione più calzante e ideale anche secondo il segretario regionale della Uil Michele Lombardo: «Sarebbe la scelta più netta, ideale e conveniente e avrebbe aiutato tutti. Sono un po’ preoccupato perché, a mio modo di vedere, il mondo del lavoro aveva bisogno di più tempo per digerire una svolta così netta. È una partita complicata ma credo che, se avessimo avuto un altro po’ di tempo per dialogare con le aziende, e con il governo, avremmo potuto mitigare le incomprensioni. Ora», prosegue Lombardo, «personalmente sono abbastanza preoccupato soprattutto per alcuni settori lavorativi, come chi svolge attività lavorative molto parcellizzate: in questi casi basta che manchi un pezzo per interrompere tutta la catena di produzione. Abbiamo anche chiesto da tempo che il tampone venisse pagato dai datori di lavoro, ma so che è complicato tenere insieme tutte le parti sociali in questo momento. Le difficoltà che potrebbero esserci da oggi in alcuni settori chiave ci dicono che il mondo del lavoro è molto variegato e, per questo, la macchina dei controlli deve essere adeguata alle necessità, ma deve anche utilizzare il buon senso, altrimenti sarà davvero complicato gestire le nuove regole». (d.b.)