Orari delle discoteche, il Comune non decide

12 Ottobre 2021

Rinviata la scelta sulle chiusure. Ultimatum della Confcommercio: «Sì ai locali aperti fino alle 4»

PESCARA. È stata rinviata la discussione sugli orari che disciplineranno le aperture e le chiusure per le discoteche e i club di Pescara. Ieri l'amministrazione comunale avrebbe dovuto affrontare il tema, ma si è deciso di recuperare prima le vecchie carte.
«Il punto di partenza», afferma il sindaco Carlo Masci, «sono i provvedimenti che erano in vigore prima dell'esplosione della pandemia». In città al momento la vita notturna è regolata dall'ordinanza che scadrà domenica e che prevede per i pubblici esercizi del food and beverage di restare aperti tutta la settimana fino all'una e mezzo, ma a piazza Muzii, a mezzanotte dalla domenica al giovedì. Ora che le discoteche e i club, che hanno una licenza apposita, possono riaccendere le consolle occorre un provvedimento ad hoc.
Sulla questione, il presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano, Aldo Bertoni del sindacato Locali da ballo e Claudio Corna, referente regionale del sindacato Lavoratori dello spettacolo, hanno richiesto al sindaco un incontro. Dai rappresentanti è arrivato anche un ultimatum. Entro giovedì la categoria si aspetta l'ordinanza per tutta l'area metropolitana.
Ieri pomeriggio, Confcommercio ha organizzato una riunione a cui hanno partecipato i titolari di Piano Terra, Medusa, La Stellina, Cutty Surk, Megà, Magika, Il Dollaro, il Virgin e Fico's. «È importante che le attività per tempo sappiano quali regole dovranno seguire anche in tema di orari», dice Padovano. «Per questo la richiesta che facciamo è di tirare fuori un'ordinanza univoca per tutta l'area metropolitana, entro le 12 di giovedì». L'aspettativa che arriva dai rappresentanti di categoria è di ritornare agli orari in vigore prima della pandemia. «Chiediamo», afferma ancora «di recuperare le vecchie ordinanze, per quanto riguarda le attività che hanno la licenza ex art. 68/80, l'autorizzazione di pubblica sicurezza che prevede certificati di agibilità, di prevenzione incendi e di previsione dell'impatto acustico».
Prima del primo lockdown per club e discoteche era possibile stare aperti fino alle 4 nel weekend e le 2 negli altri giorni. «La questione qui non è relativa all'impatto acustico, ma riguarda esclusivamente gli orari», ribadisce Padovano «e bisogna dare subito delle certezze ai titolari delle attività che devono far ripartire strutture rimaste ferme da tanto tempo».(m.pa.)