Oratorio di Pietranico Sos a Renzi e Franceschini

Capolavoro del XVII secolo, uno dei rari esempi del Barocco abruzzese, è stato danneggiato dal sisma del 2009 e ora rischia di essere cancellato da una frana
PESCARA. L'oratorio di Santa Maria della Croce è uno dei pochissimi esempi di arte barocca in Abruzzo. Gioiello immerso nella natura, con i suoi stucchi, i fregi dorati e le pareti raffiguranti 55 scene religiose appartenenti a tre diversi cicli pittorici, è stato danneggiato irreparabilmente dal sisma del 2009. Questo piccolo capolavoro del XVII secolo, arroccato sulla collina di Pietranico, è un fiore all'occhiello per l'Abruzzo. Ma oggi, oltre ai danni architettonici, sta soffrendo l'avanzata del dissesto idrogeologico, causa il progressivo scivolamento a valle del sito dove fu costruito il complesso conventuale. Nel tentativo disperato di salvare dallo sfacelo e dall'abbandono l'oratorio del 1600 e l'edificio adiacente, adibito un tempo a convento, il presidente della Pro Loco e dell'Archeoclub, consigliere di minoranza Paolo Di Berardino, ha scritto di sua iniziativa al ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini e all'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi per invocare una loro visita nel borgo montano e sollecitare un intervento urgente di restauro.
«Se non si interviene al più presto», scrive Di Berardino in virtù del suo storico attivismo tra le fila del Partito democratico, «la situazione diventerà ancor più critica. La rovina a cui va incontro l'oratorio di Santa Maria della Croce, oltre che una sciagura, diverrebbe una disfatta sia per noi pietranichesi che per l'intera regione. Questo edificio sacro costituisce da quattro secoli il simbolo storico e religioso della comunità».
La richiesta, rivolta ai politici nazionali, suona come un invito a non dimenticare «i piccoli e incantevoli centri montani della dorsale appenninica come il nostro». Borghi che soffrono già di una decennale «condizione di degrado socio-economico e culturale», rileva Di Berardino, «che oltre a destabilizzare sta di fatto spopolando il paese».
L'oratorio del XVII secolo di Pietranico è un tesoro storico e architettonico che s’innalza sulla collina che sovrasta l'Alta valle del Pescara. Immerso in una natura rigogliosa di pini e abeti secolari che rendono l'area un'oasi di pace, serenità e raccoglimento, dista circa due chilometri dal centro storico ed è uno dei santuari mariani più frequentati del Pescarese. Come sostenne lo studioso d'arte Vincenzo Balzano, rappresenta un gioiello d'arte e uno dei pochi esempi di barocco primario d'Abruzzo: un piccolo capolavoro dell'arte del '600 che, insieme con Santa Maria delle Grazie di Alanno, racchiude quanto di più perfetto offre il barocco italiano in fatto di architettura, pittura, decorazione e intagli. La chiusura del sito ecclesiastico è stata disposta con un'ordinanza dal sindaco Francesco Del Biondo, il 23 ottobre 2010. Da allora, nonostante le promesse di recupero, puntualmente disattese, causa la mancanza di risorse economiche, la comunità attende l'intervento della politica per riappropriarsi del suo cuore religioso.
«Oltre a Pompei, in Italia, ci sono numerose opere di pregio da salvaguardare», scrive Di Berardino nella lettera indirizzata a Renzi e Franceschini, «non si può arrivare ovunque, ma penso che a volte sia giusto interessarsi anche ai pur piccoli e meritevoli centri montani della dorsale appenninica come il nostro. Faccia dunque uno sforzo mirabile e ci venga a trovare, cosicché oltre a vedere l'oratorio avrà modo di constatare se l'intervento che sto promuovendo sia davvero opportuno».
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