«Orecchini oscillanti e fedeli in corteo» Il miracolo del 1903

2 Settembre 2022

Da oggi a lunedì le celebrazioni per la Madonna del Popolo I ricordi di don De Caesaris: i gioielli mai fermi per un anno

SPOLTORE . «La Madonna dava segni prodigiosi ed erano concitate oscillazioni dei suoi orecchini». A Spoltore, 119 anni fa, fu un miracolo che lasciò tutti senza parole: «Era il pomeriggio del 23 giugno 1903 e persone di ogni grado e di ogni classe traevano, tra indistinte esclamazioni, frettolose, commosse alla chiesa parrocchiale». Di fronte a quel movimento inspiegabile degli orecchini, la statua della Madonna fu presa e riposta «per ordine del parroco, nella sua nicchia ermeticamente chiusa» ma «le oscillazioni continuavano». È il mistero della Madonna del Popolo che si rinnova: da oggi cominciano i festeggiamenti a Spoltore «in onore della nostra amatissima protettrice» fino a lunedì prossimo.
Oggi, alle 19.30 dopo la messa nella chiesa di San Panfilo, la statua della vergine sarà esposta ai fedeli; domenica, dalle 17, tornerà anche la rievocazione del Miracolo della Madonna in epoca saracena: la sacra rappresentazione in costume cinquecentesco – che ripercorre probabilmente l’assalto turco del 1564 alla fortezza di Pescara – muoverà dal convento per raggiungere piazza Di Marzio.
Il ricordo di quello che accadde nel 1903 è affidato a uno scritto di don Saverio De Caesaris: la Madonna, così raccontò don De Caesaris, mandò i suoi segni «pel corso di un anno, a intervalli e ore diverse» e «fatto ancor più meraviglioso, con vibrazione maggiore quando vi accorrono dei non credenti o dei forestieri desiderosi di osservarle». In quel periodo, con il passaparola tra la gente, il viavai dei pellegrini fu sempre più «numeroso e frequente». Un «tale prodigio» portò, nel 1906, all’istituzione della festa, «il più solenne omaggio che possa esserle tributato dalla fede e dall’amore riconoscente». E nel giorno della cerimonia dell’incoronazione della Madonna spoltorese, il 2 settembre del 1906, don De Caesaris pubblicò il suo libretto di memorie: «Una solennità a cui con intenso desiderio, con indescrivibile gioia e con fervido studio si apparecchia il popolo spoltorese». Per l’occasione Papa Pio X concesse anche l’indulgenza plenaria «per quei fedeli che confessati e comunicati visiteranno questa chiesa parrocchiale o nella detta prima domenica o nel giorno seguente». In quell’opuscolo di ricordo, don De Caesaris citò anche l’invasione saracena che sarà al centro della rievocazione di domenica: «Ella che già fu tutela e presidio dei nostri padre in barbare irruzioni, duri presidio e tutela dei figli contro nuove minacce e nuovi assalti».
La cappella che ospita la statua della Madonna del Popolo, aperta al culto nel 1906 con l’autorizzazione della Santa Sede, fu progettata dall’architetto e ingegnere nativo di Spoltore, Antonino Liberi, cognato e collaboratore di Gabriele D’Annunzio.
Dal 1956, poi, la devozione alla Madonna del Popolo attraversa anche l’oceano Atlantico: la comunità spoltorese di Lorain, nell’Ohio, sfila in processione, sempre la prima domenica di settembre, al seguito di una copia della statua leggermente più piccola riannodando i fili di un legame mai reciso.
«I festeggiamenti tornano nella loro forma più completa e tradizionale», dice il sindaco Chiara Trulli, «per la prima volta da quando è scoppiata la pandemia: sono abituata a viverli in mezzo ai tanti fedeli ma quest’anno ovviamente sarà per me un’emozione particolare anche perché lo farò da sindaco della città».
Nel programma spazio a sport, musica e teatro: stasera alle 21.30 in piazza Di Marzio rappresentazione in vernacolo “Lu Tord” a cura della Compagnia teatrale San Rocco delle Piane.