Orfanelli: «La pedofilia è una perversione irrecuperabile»

9 Giugno 2015

Nessun senso di colpa anima il pedofilo, nessun pentimento ma, anzi, come spiega il professor Giuseppe Orfanelli (nella foto), «il pedofilo ritiene che possedere la figlia minorenne sia una...

Nessun senso di colpa anima il pedofilo, nessun pentimento ma, anzi, come spiega il professor Giuseppe Orfanelli (nella foto), «il pedofilo ritiene che possedere la figlia minorenne sia una dimostrazione di grande affetto». Orfanelli, alcuni anni fa, ha pubblicato un libro intitolato «L’infanzia violata» (Franco Angeli) e per il suo mestiere è abituato ad ascoltare storie terribili come quella del 45enne accusato di aver violentato per dieci anni la figlia da quando aveva 8 anni. «Purtroppo violentare la figlia di quell’età», spiega lo psicoterapeuta, specialista in criminologia clinica e docente all’università dell’Aquila, «rientra nei casi classici: è sul minore in età prepuberale che il pedofilo impone la sua forza e si sente a suo agio». La pedofilia, come spiega Orfanelli, non è una patologia ma «una deviazione della propria sessualità che non può essere curata. Gli inglesi hanno provato con la castrazione chimica», illustra lo psicoterapeuta, «ma l’uso dei farmaci può abbassare la soglia della libido, la può contenere ma non può risolverla». Ecco perché, per il dottore, la pedofila è qualcosa di simile alla necrofilia e né, come aggiunge, «può essere considerata una malattia mentale perché in queste storie aberranti il pedofilo è capace di intendere e di volere». Dieci anni di violenza sono tanti? No, per Orfanelli, che spiega «che la perversione è illimitata, non ha una durata né scadenza» e non conosce pentimento e quel senso di colpa che per chi lo cova può diventare una tortura. «Tutte le volte che ho chiesto a un paziente il perché di quell’atto diabolico mi è stato sempre risposto che era la loro maniera di voler bene al figlio», conclude il docente, «che quella era una manifestazione di affetto». (p.au.)