«Orgoglioso di quella delibera»

Paolucci: nessun falso, è sufficiente guardare le carte
PESCARA. Assessore Silvio Paolucci ha ricevuto un avviso di garanzia sull’indagine legata alla delibera di giunta per Villa delle rose a Lanciano?
«Ho appreso dalla stampa di questa vicenda e sono sconcertato. Forse nelle prossime ore riceverò qualcosa. Al momento non ho nulla. E sono sconcertato anche perché secondo le indiscrezioni della stampa e dei siti web si parla di un problema legato al numero legale sull’approvazione della delibera. Una cosa, se fosse questa, priva di ogni fondamento».
Si è letto, cioè, che nella seduta di giunta eravate in tre assessori e non in cinque. Quindi non c’era numero legale per approvarla.
«Ripeto, è una cosa destituita di fondamento e facilmente verificabile (l’assessore mostra il verbale delle presenze). Mi chiedo perché dopo sei mesi dall’inizio delle indagini non si sia trovato il tempo per verificare. Vorrei anche sottolineare che questa vicenda non è legata a una questione di appalti, di cui io in vita mia non mi sono mai occupato».
Lei è stato attaccato dall’opposizione, in particolare dal Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che in alcune dichiarazioni ha sostenuto che la delibera era senza copertura finanziaria e senza il parere del bilancio».
«Sono profondamente colpito dalla grave strumentalizzazione che il consigliere Febbo fa di queste indiscrezioni di stampa sull’inchiesta. Anche perché Febbo dovrebbe conoscere la differenza tra una delibera e una delibera di indirizzo. Quella di cui si parla è una delibera di indirizzo».
Può spiegare?
«Si tratta di un atto di indirizzo rispetto a un progetto che si condivide. Su questo punto sono orgoglioso di condividere quel progetto. Vede, la differenza tra me e Febbo è che io ho condiviso quel progetto, lui ha proposto l’accordo con Casa Pound. Mi lasci dire che sono veramente colpito da questo modo di deragliare dal normale confronto politico».
Tra le osservazioni di Febbo c’è anche che il progetto era demandato al direttore generale per la cantierabilità. È una procedura corretta?».
«Negli atti di indirizzo di solito si demanda alle strutture di procedere ad adeguata istruttoria».
Tra le indiscrezioni di stampa si è parlato anche dell’assenza di un verbale di giunta.
«Il verbale di giunta è insito nella deliberazione stessa. A volte, poi, i verbali presentano ulteriori integrazioni, da parte per esempio di un assessore. Ma quando, per esempio, c’è una giunta straordinaria e c’è unanimità su un provvedimento, si conclude con un verbale che è la stessa delibera».
La magistratura ha però ritenuto di dovere indagare.
«Immagino che ci sia un esposto o altro, e che abbia acceso come atto dovuto la procedura di verifica. Io ho rispetto e totale fiducia che l’indagine vada nella direzione che ho detto. Si faccia presto, perché non ha senso che il dibattito politico sia strumentalizzato attorno a questa vicenda e che l’immagine di alcune persone sia infangata. Ho quindi totale fiducia nella magistratura e totale fiducia che raccolga l’invito del vicepresidente del Csm, che all’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’ottobre scorso ha ricordato che il compito della magistratura inquirente è anche quello di verificare tutto ciò che sia a favore della persona indagata».

