Orlando ridà la speranza ai tribunali da chiudere

Il guardasigilli presenta il libro di Fina e benedice la candidatura del marsicano Su Grasso sentenzia: «Scelta legittima, ma il centrosinistra diviso rischia di più»
L’AQUILA. Ha il sapore di una “benedizione” per la candidatura alle prossime politiche di Michele Fina, esponente del Pd di Luco dei Marsi (L'Aquila), classe 1978, la visita del ministro della Giustizia Andrea Orlando nel capoluogo abruzzese.
L’occasione è la presentazione del libro “I grandi discorsi che hanno cambiato la storia” scritto da Fina con Gianluca Lioni, in una stracolma aula magna del Gran Sasso Science Institute. L’incontro, al quale ha partecipato anche il giornalista Alessandro De Angelis (Huffington Post) ha preceduto una cena per sancire la nascita in Abruzzo della Fondazione Dems-Democrazia, Europa, Società. Alla presentazione avrebbe dovuto partecipare anche l'attore marsicano Lino Guanciale, sostituito all’ultimo momento da Valentina Ciaccia.
TOTO CANDIDATI. «Candidati orlandiani in Abruzzo che meritano di essere rappresentati in Parlamento? Tutti. Valuteremo. Non si tratta di distinguere tra orlandiani e renziani», assicura il ministro Orlando, «ma di mettere in campo le personalità in grado di parlare più complessivamente a un popolo di centrosinistra, in un ambito in cui la competizione a questo punto è diventata più stringente», glissa lo stesso Orlando, che passa poi al quadro nazionale delle alleanze: «Adesso vediamo di portare a casa un quadro più favorevole possibile, poi faremo una valutazione quando sarà convocata la direzione per fare questo tipo di analisi».
LA SCELTA DI GRASSO. Sulla nuova formazione “Liberi e uguali”, capitanata dal presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro commenta: «La scelta di Grasso è legittima, prestigiosa. Il rimpianto è che questa personalità sia messa a disposizione di un pezzo del centro sinistra e non di tutto. Sarebbe stata sicuramente una delle figure su cui puntare nel suo insieme, e non, invece, di un centro sinistra che diviso rischia di più». C’è il rischio che la leadership del Pd possa essere messa in discussione con un risultato elettorale non favorevole: «Adesso facciamo le elezioni. Penso che questo sia l’impegno e l’ossessione che dobbiamo avere quotidianamente».
FUTURO DEI TRIBUNALI. Sull’incontro dei giorni scorsi con le autorità locali abruzzesi sulla questione dei tribunali minori che rischiano di scomparire Orlando dichiara: «È opportuno che si prosegua il lavoro della commissione consiliare che si occupa di questo. Il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha indicato un percorso e avremo la massima attenzione in tal senso».
POLITICO E SCRITTORE. L’intervento di Orlando ha fatto da cornice alla presentazione del testo firmato dallo stesso Fina insieme a Lioni. «È stato un gioco, abbiamo scavato nella nostra passione politica, che è anche legata sia alla storia che alle parole capaci di convincere e affabulare. Questo gioco ha coinvolto anche molti amici» racconta l’autore. «Abbiamo fatto cento nomi, non solo dell’Occidente, non solo del Novecento. Questa è la novità».
BIG DELLA STORIA. La raccolta presenta, con taglio narrativo, i personaggi più importanti che hanno interpretato i bisogni e i sentimenti dei loro popoli o lanciato sfide alla società e al potere costituito, e che sono rimasti nella storia anche grazie al loro pensiero manifestato con forza di fronte a grandi masse di donne e uomini. «Si tratta di personaggi che hanno detto in un dato momento parole che hanno cambiato davvero secondo noi, le sorti della storia», continua Fina. «Sono personalità politiche, religiose, culturali, tutte con la capacità di sterzare, deviare il corso naturale del fiume della storia, in bene o in male, e lo hanno fatto con grandi discorsi davanti a platee che sono state prima raggelate, poi convinte da loro».
«Il discorso della montagna di Gesù sulle beatitudini», conclude, «è incredibile. Ha una potenza infinita. Siamo arrivati fino agli ittiti, quasi duemila anni prima di Cristo. Per poi passare ai grandi discorsi del Novecento: Martin Luther King, Kennedy, tra gli altri».

