Orsi, lupi, oasi protette e caccia: i progetti Wwf da portare avanti

L’associazione traccia il bilancio del 2023, l’anno segnato dalla scomparsa di Juan Carrito e Amarena La delegata regionale Ricci rilancia l’impegno alla lotta soprattutto contro bracconaggio e incidenti
PESCARA. «Un anno segnato dalla perdita di orsi simbolo come Juan Carrito e Amarena, ma anche dalla grande manifestazione di Pescina per la tutela della fauna. Ma non ha sosta il consumo di suolo con progetti dalla costa fino alle aree montane e continui tagli al patrimonio arboreo» . Il Wwf traccia il bilancio del 2023, un anno con troppe ombre e qualche raggio di luce. «Anche nel 2023 la nostra attività», afferma Filomena Ricci, delegata regionale confermata per i prossimi 4 anni, «è stata costante e capillare, sia in merito a ciò che riguarda l'opera di sensibilizzazione e l'educazione ambientale sia per gli aspetti legati alle azioni di denuncia e osservazione dell'andamento dei progetti sia per il lavoro instancabile svolto dai nostri volontari. A tutti loro, ai presidenti delle organizzazioni locali, ai referenti dei gruppi tematici, ai componenti della Segreteria tecnica regionale e del Comitato scientifico, ai direttori e al personale delle Oasi e dei Centri di Educazione Ambientale, alle guardie, agli avvocati, a tutti gli attivisti e ai tanti soci e donatori che ci sostengono va un sentito grazie e l’invito a continuare a occuparsi di questi temi con la passione e l’entusiasmo che caratterizzano la nostra Associazione», sottolinea la paladina abruzzese dell’ambiente che mai come quest’anno ha subito ferite così profonde.
Il 2023 ha visto innanzitutto la scomparsa di due degli orsi più conosciuti e simbolici della nostra regione: Juan Carrito e sua madre Amarena. Il primo, giovane orso marsicano celebre su media e social per i suoi comportamenti confidenti, è morto investito a gennaio lungo la Statale 17 all’altezza di Castel di Sangro, strada tristemente nota per aver già causato la morte di una femmina di orso nel 2019. Amarena, invece, la notte del 31 agosto, è stata uccisa da un colpo di arma da fuoco che ha lasciato attonita e sgomenta tutta la popolazione abruzzese e non solo. Ma dopo un primo momento di smarrimento, la popolazione abruzzese ha reagito e ha fatto sentire forte la propria voce nella manifestazione “Un futuro per l’Orso”, organizzata il 10 settembre a Pescina dal Wwf. Duemila persone provenienti non solo dall’Abruzzo hanno marciato in maniera pacifica, ma ferma, chiedendo non solo giustizia per Amarena, ma anche un impegno straordinario da parte delle istituzioni per la tutela dei suoi cuccioli, nonché una maggiore difesa della fauna italiana, oltre che attraverso forme di educazione, anche per mezzo di un inasprimento delle pene per chi si macchia di crimini in natura. Anche il lupo ha suscitato molta attenzione nel corso di quest’anno, soprattutto per le vicende del famigerato animale di Vasto, che è stato catturato e portato in un’area faunistica del Parco Nazionale della Maiella. Specie in forte espansione, il lupo sta naturalmente riconquistando spazi dai quali era scomparso da decenni a causa dell’uomo.
Ciò comporta un grande impegno per garantire la convivenza uomo-lupo e per questo le strutture locali del Wwf Abruzzo continueranno a portare avanti azioni di sensibilizzazione contro bracconaggio, incidenti stradali e ibridazione con i cani. Sul fronte aree protette anche quest’anno continua a mancare il Parco Nazionale della Costa teatina, mentre una serie di infrastrutture disseminate dalla costa fino alla montagna, spesso all’interno di aree protette continuano a consumare suolo. Infine, denuncia il Wwf, incombe ancora il rischio della caccia al cervo e al capriolo. «La natura si ammira e non si uccide», è il messaggio che l’associazione rilancia per il 2024 dopo aver ricordato Claudio Calisti, scomparso ad aprile, fondatore e presidente del Wwf Teramo, esempio di chi dedica la vita alla difesa della natura. (l.c.)

