Orso marsicano, in arrivo la riproduzione assistita

Convenzione tra il Parco Gran Sasso e Monti della Laga e l’Università di Leòn Obiettivo: preservare l’integrità e il patrimonio genetico dell’animale simbolo
L’orso marsicano va tutelato a ogni costo. E bisogna salvaguardare la proliferazione della specie. È partendo da questi presupposti che arriva un progetto che potrebbe risolvere in maniera concreta il problema della sopravvivenza del plantigrado nell’Appennino centrale, dove sono rimasti circa sessanta esemplari. E allo stesso tempo garantire un futuro a quello che rappresenta a tutti gli effetti il simbolo dell’Abruzzo.
Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha approvato una convenzione con diversi partner italiani e stranieri per sviluppare una serie di interventi volti a supportare la formazione e il consolidamento di metapopolazioni di Orso bruno marsicano e la loro diffusione nell'Appennino centrale. Per metapopolazione si intende l'insieme delle popolazioni interconnesse geneticamente tra di loro a causa della migrazione di singoli individui, nel caso specifico di esemplari, tra diverse popolazioni.
Uno dei partner principali del progetto, l'università di Leòn (Spagna), «fornirà servizi di formazione veterinaria applicata all'orso bruno, in particolare, attraverso il suo gruppo di ricerca Itra Ule (Tecniche di riproduzione assistita) condividerà il bagaglio di competenze accumulato in oltre venti anni di manipolazione di orsi bruni».
Obiettivo dell'iniziativa, approvata dal consiglio direttivo lo scorso 18 ottobre, è «promuovere la massima diffusione del popolamento di Orso bruno marsicano lungo la dorsale appenninica preservandone, nel contempo, l'integrità e il prezioso patrimonio genetico di cui è portatrice».
I partner sono la Società italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello” di Baranello, Campobasso, la Società Cooperativa Cogecstre di Penne, l'Università degli studi di León e l'Università Cattolica di Lille.
«L'università francese provvederà», si legge nel documento, «alla supervisione relativa agli aspetti biologici ed ecologici dei progetti, unitamente all'analisi socio-ecosistemica nonché ecologica e biogeografica degli ecosistemi e dei corridoi ecologici relativamente alle aree potenziali e attuali di frequenza dell'orso bruno, ed elaborazione di misure atte a implementare i servizi ecosistemici».
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