«Ortopedia, reparto strapieno» Malati dirottati a Penne e Popoli

10 Dicembre 2022

La denuncia di Pettinari (M5S): «A fronte dei 44 posti disponibili, 58 persone ricoverate. Tanti disagi» Fortunato (Asl): «Una situazione derivante dal giorno di festa, ma abbiamo accolto tutti e operato»

PESCARA. Non c’è più neppure un posto libero. I letti sono tutti occupati e ci sono almeno dieci pazienti in più rispetto al previsto. Il reparto di ortopedia dell’ospedale di Pescara è extrapieno e ieri gli interventi sono andati avanti per tutto il giorno. La denuncia arriva dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che parla di «un reparto al collasso, con 58 pazienti ricoverati a fronte di 44 posti letto disponibili. Un sovraffollamento che sta costringendo il Santo Spirito di Pescara a chiudere le porte, dirottando i pazienti con frattura del collo del femore o di singolo arto agli ospedali di Penne o Popoli». Per Pettinari si tratta di «una situazione inaccettabile».
Dalla Asl, il direttore sanitario dell’ospedale Valterio Fortunato spiega che «l’extrapieno» registrato ieri è riconducibile verosimilmente ad un accumulo di pazienti «dopo il giorno di festa» perché altrimenti difficilmente viene raggiunto un numero così alto di ricoverati. «Abbiamo accolto tutti ed è normale che se un paziente può essere trattato altrove, viene ricoverato negli ospedali di Penne e di Popoli. Gli interventi, comunque, sono andati avanti tutto il giorno, si opera anche domani (cioè ieri e oggi) e si cercherà di smaltire con le dimissioni, laddove possibile. Il reparto, comunque, si attesta sempre su 46-48 ricoverati, fissi».
Una situazione che per Pettinari va affrontata in modo radicale, individuando una via di uscita. «Si impone in modo improrogabile l’apertura di una Uoc (Unità operativa complessa) di Ortopedia a Penne funzionalmente con Popoli, come del resto io stesso sto chiedendo da tempo. Così si valorizzerebbe l’alta professionalità del medici già in servizio a Penne e Popoli e si darebbe origine a una proficua sinergia con l’ospedale di Pescara per evitare queste gravi situazioni», continua il vicepresidente del Consiglio regionale. «La soluzione che ho proposto porterebbe l’ospedale di Penne ad aumentare i posti letto di Ortopedia, avere un’autonomia finanziaria, poter assumere del personale aggiuntivo e, quindi, rappresentare un importante alleato dell’ospedale di Pescara. Non si può continuare a tagliare, depauperare e svilire la sanità di periferia e ricordarsi delle strutture di Penne e Popoli solo quando Pescara è al collasso. Non è la prima volta che si crea questa situazione di “tilt”. Adesso basta», prosegue Pettinari che lancia un appello alla politica. «Il centrodestra deve invertire la rotta sulla gestione della sanità e iniziare a lavorare con una visione e una programmazione che metta a sistema tutte le risorse del territorio. Non si può continuare a ragionare a comparti stagni e inseguire le emergenze creando enormi disagi a personale e pazienti» conclude pensando a quanto avvenuto ieri nel reparto di Ortopedia. Ma le sue battaglie hanno riguardato anche altri reparti, a partire dal pronto soccorso, al punto che si è incatenato davanti alla struttura.(f.bu.)