«Ospedale al collasso ma la Asl assume medici per i detenuti»

Il presidente del consiglio regionale Sospiri contro l’atto che potenzia il presidio sanitario interno al carcere
PESCARA. «L’ospedale è al collasso per l’assenza di primari, medici e infermieri, ma la dirigenza della Asl si preoccupa di assumere 5 nuovi medici, 6 infermieri, uno psicologo, più un primario e un direttore da assegnare esclusivamente alla Casa circondariale di Pescara. Comprendiamo le esigenze del nostro carcere, ma francamente riteniamo che i nostri detenuti possano godere dell’assistenza degli stessi medici che si occupano degli altri 117mila pescaresi residenti, oltre agli utenti provenienti da tutta la provincia e la regione». Lo dichiara il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, riferendosi a una delibera per il potenziamento del personale nel reparto di Medicina penitenziaria nel carcere, firmata dal dirigente facente funzioni della Asl Antonio Caponetti e supportata dalla relazione del coordinatore Stefano Boccabella.
L'atto è stato approvato il 7 ottobre, proprio nel lunedì nero al Pronto soccorso, documentato dal Centro, con attese durate ore a causa di cinque emergenze in codice rosso contemporaneamente. Con la delibera viene disposto il potenziamento del presidio sanitario interno al carcere attraverso procedure concorsuali pubbliche; l'attribuzione delle funzioni di direttore e dell'incarico di alta professionalità dirigenza di presidio sanitario intramurario, per mezzo di avvisi interni; e la rideterminazione delle ore di specialistica ambulatoriale di dermatologia, vulnologia, malattie infettive e ginecologia.
La spesa complessiva garantita con la delibera ammonta a un milione 400mila euro per due anni, di cui 675.000 euro sono finanziati con linea progettuale regionale per il percorso diagnostico terapeutico per pazienti con multicronicità e 725.000 euro con i fondi per detenuti internati e minorenni. «Ben vengano le assunzioni di nuovi primari e infermieri nella Asl», aggiunge il presidente «ma quel personale va assegnato a un ospedale ormai al collasso che sicuramente garantirà ai detenuti la stessa assistenza assicurata a tutti gli altri cittadini».

