Ospedale, assunti 2 nuovi medici

Penne. Potenziata la Rianimazione, ora apre l’ambulatorio di Terapia del dolore
PENNE. Due buone notizie per l'ospedale San Massimo di Penne. Dal mese di maggio due nuove figure mediche di anestesia e rianimazione hanno rimpinguato l'organico a disposizione del servizio di Anestesia e terapia intensiva post-operatoria. Dal 14 giugno sarà attivo anche un nuovo servizio: l'ambulatorio di Terapia del dolore.
Il responsabile del servizio, il dottor Rosario Pezzella, ha avviato una riorganizzazione funzionale dell'intero blocco operatorio. A beneficiarne, ovviamente, sono state e saranno tutte le unità operative chirurgiche del presidio ospedaliero vestino. Le due nuove unità mediche, infatti, permetteranno un maggior volume degli interventi e, di conseguenza, anche un abbattimento dei tempi nelle liste d'attesa. Il dottor Pezzella, inoltre, nell'ambito della riorganizzazione delle attività del reparto, è riuscito a trovare spazio anche per l'apertura del nuovo servizio che andrà a beneficio dell’ospedale vestino e di tutti i malati gravi del territorio.
Per ora l’ambulatorio sarà effettuato una volta a settimana, ma se la Asl implementerà ulteriormente l’organico, ci saranno anche i margini per aumentare il numero di sedute operatorie e anche le giornate di apertura dell’ambulatorio di Terapia del dolore. Il servizio sarà prenotabile tramite il Cup unico della Asl, che gratuitamente fornirà tutte quelle cure e sollievo dal dolore specie ai pazienti oncologici, ma anche a pazienti con dolori acuti difficilmente trattabili. Sicuramente il San Massimo in questo modo, con le varie branche chirurgiche ed internistiche specialistiche presenti, si ripropone come un valido presidio in grado di offrire risposte in termini di salute che la cittadinanza chiede da troppo tempo.
Ieri, sempre nell'ambito della riorganizzazione sanitaria, i sindacati hanno nuovamente incontrato l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì per capire le intenzioni di Asl e Regione. «Si comincia a vedere qualcosa all'orizzonte, ma non basta», sottolinea il segretario regionale Fials Gabriele Pasqualone, «i reparti non si possono reggere con 3 o 4 posti letto. Servono strutture dipartimentali che possano lavorare in autonomia». Nell'ultima bozza di riordino sanitario regionale, al San Massimo sono stati concessi 80 posti ordinari e 14 diurni, con la terapia intensiva post operatoria che è stata classificata come unità operativa semplice. «Anche per la Terapia intensiva post operatoria», precisa Pasqualone, «abbiamo chiesto che sia portata quantomeno a Uosd, con un proprio primario responsabile e con un organico proprio, altrimenti il San Massimo sarà sempre sotto scacco di Pescara».
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