Ospedale, cancellati 2 posti auto per disabili

14 Luglio 2015

Ridotte a tre le aree di sosta davanti all’accettazione, protesta di Carrozzine determinate

PESCARA. L’ospedale civile Spirito Santo non è a misura di disabili. Non solo è disseminato di gradini e barriere architettoniche che impediscono l’ingresso delle carrozzine, ma nei giorni scorsi sono stati cancellati anche due posti auto riservati ai portatori di handicap. Le strisce gialle dipinte sull’asfalto accanto all’accettazione sono state sostituite dalla vernice bianca della segnaletica orizzontale. Oggi, nell’intera struttura, restano soltanto tre aree di sosta riservate ai possessori del contrassegno. Un numero troppo basso se rapportato con l’utenza media che ogni giorno varca la soglia dell’ospedale cittadino. Il retroscena abbastanza singolare, che non sfugge a chi ha la memoria lunga, è che quattro anni fa il manager della Asl Claudio D’Amario fu pizzicato dal Centro mentre parcheggiava con l’auto blu aziendale proprio in una delle aree di sosta oggi cancellata.

«Insomma, il direttore generale dalle gambe buone ha il suo parcheggio personalizzato, mentre i disabili grazie a questo provvedimento avranno sempre più problemi a entrare in ospedale», sbotta il presidente dell’associazione Carrozzine determinate d’Abruzzo Claudio Ferrante, che rivolge un appello al sindaco Marco Alessandrini, al suo vice Enzo Del Vecchio e all’assessore comunale alle Politiche sociali Giuliano Diodati, «che ha costituito il tavolo tecnico Peba per la città di Pescara che non riunisce da mesi». La richiesta è convocare un sopralluogo «per visionare e risolvere i gravissimi problemi di barriere che esistono nell’ospedale, visto che è urgente non solo ripristinare, ma aumentare i posti riservati a chi ha una disabilità gravissima».

Secondo Ferrante, occorrerebbero «almeno 7-8 parcheggi riservati ai disabili» a fronte degli attuali tre. Senza contare i gradini e gli scivoli troppo ripidi che impediscono a chi si muove in carrozzina di usufruire della struttura in completa autonomia. Solo l’ingresso visitatori, in via Fonte Romana, ha una salita che supera di quattro volte il limite imposto dalla legge. «Sono anni che denunciamo questa situazione», rimarca indispettito Ferrante, «addirittura il 27 maggio 2012 facemmo sedere sulla carrozzina il vescovo Valentinetti che con grande sensibilità si prestò a effettuare una passeggiata empatica intorno all’ospedale. Pensavamo che avesse sensibilizzato i dirigenti della Asl e gli amministratori pubblici, ma da tre anni a questa parte la situazione accessibilità è nettamente peggiorata. Eppure, il manager D’Amario era presente al tavolo del Comune di Pescara sul piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e aveva promesso impegno e determinazione».

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