Ospedale Covid, ora ci siamo Lavori a un’impresa lancianese

17 Aprile 2020

Appalto da 5 milioni: Omnia Servitia prima in graduatoria grazie al massimo ribasso

PESCARA. È la Omnia Servitia di Antonio Colasante l’impresa arrivata prima nella gara d’appalto da 5 milioni per la realizzazione dell’ospedale solo Covid a Pescara, nella sede dell’ex Ivap. Solo oggi, però, la Regione ufficializzerà il nome del vincitore perché sono in corso verifiche tecniche sulla congruità dell’offerta al massimo ribasso che nel caso di Colasante sfiora il 30%.
La percentuale calcolata supera la soglia di anomalia, ma l’articolo 97 del codice appalti prevede che quando ci sono meno di dieci imprese a partecipare (in questo caso hanno partecipato in otto) non si escludono le offerte anomale. La commissione ha chiesto le motivazioni alla Omnia Servitia, che dovrà fornirle entro oggi. Stessa cosa dovrà fare la seconda classificata che è la Edilfrair, l’impresa dell’ex presidente dei costruttori della provincia dell’Aquila, Gianni Frattale, eventualmente pronta a subentrare.
L’APERTURA DELLE BUSTE. È andata avanti nelle ultime 24 ore, nel palazzo di piazza Unione, sede del consiglio regionale a Pescara, l’apertura delle buste che è stata aperta al pubblico. Hanno, infatti, partecipato alcuni rappresentanti delle varie ditte come avviene normalmente quando ci sono sedute pubbliche di gara. La parte su cui sono stati puntati i riflettori è quella del valore, a base d’asta, di 5 milioni e 63mila euro per interventi edili, sull’impiantistica elettrica e meccanica e gas medicali. Tra le 11 imprese invitate per conto della Regione dall’Agenzia regionale per l’informatica e la committenza (Aric), in 8 hanno presentato l’offerta.
Quella della Omnia Servitia srl di Colasante si è collocata al primo posto della graduatoria finale. Nel pomeriggio, poi, la commissione ha effettuato delle verifiche tecniche. Da fonti regionali si apprende che, come accade in queste situazioni, è in corso la valutazione della congruità dell’offerta. Solo oggi, dunque, una volta superate le verifiche tecniche, è attesa l’aggiudicazione definitiva all’impresa che dovrà realizzare il nuovo ospedale Covid entro 90 giorni dalla consegna dei lavori. Il coordinatore responsabile del progetto dell’Omnia Servitia è l’ingegnere Gianluca Di Loreto.
COSA FA L’OMNIA SERVITIA. L’azienda ha sede operativa nella zona industriale di Lanciano e ha oltre 700 dipendenti. È una delle aziende della holding Colasante che conta complessivamente circa duemila dipendenti. Come si legge sul sito dell’azienda, l’Omnia Servitia si occupa della manutenzione di servizi energetici e tecnologici per il settore pubblico (sanità, pubblica amministrazione, scuole) e per il settore privato e della riqualificazione di impianti. Lo scorso anno, la Omnia Servitia si è aggiudicata l'appalto per la ristrutturazione e l’ampliamento dell'ospedale San Matteo di Pavia.
IL PROGETTO. Nell’ospedale solo Covid di Pescara ci saranno 214 posti letto, 174 per la degenza e 40 per la terapia intensiva. La nuova ala Covid, adiacente all’ospedale Santo Spirito, sarà distinta e isolata dagli altri padiglioni del nosocomio cittadino, ma potrà sfruttarne competenze e tecnologie in caso di necessità. La struttura è costituita da 7 livelli, di cui 6 fuori terra, per 7mila metri quadrati complessivi. Per il nuovo ospedale sono stati stanziati 11 milioni di euro: 7 milioni arrivano dalla Protezione civile nazionale, tre dalla Banca d’Italia e un milione dalla Asl di Pescara.
QUALI SONO I TEMPI. I lavori potrebbero iniziare già dalla prossima settimana. Il cantiere sarà attivo sette giorni su sette, h24.
I primi 36 posti letto saranno realizzati al 4° livello e saranno attivati entro 20 giorni dall'avvio dei lavori. Nei successivi 10 giorni saranno attivati 22 posti letto Covid di sub intensiva (58 il totale). Nei successivi 30 giorni saranno poi attivati 58 posti letto al 5° livello, per un totale di 116 posti letto Covid attivati nei primi 60 giorni dall'avvio dei lavori.
GLI ALTRI OSPEDALI COVID. Saranno quattro gli ospedali solo Covid per complessivi 553 posti letto. Uno, appunto, a Pescara; gli altri a L’Aquila, Atri e Atessa. Sono queste le strutture individuate dalla Regione per avviare la fase 2 dell’emergenza sanitaria.
All’ospedale di Atessa sono iniziati i ricoveri dei primi pazienti, trasferiti da altri ospedali della provincia. Al momento vengono presi in carico pazienti con quadro clinico a bassa e media intensità, in collaborazione con le unità operative di malattie infettive di Chieti e Vasto. L’investimento per l’adeguamento è di un milione e mezzo di euro, in parte finanziato da una cordata di imprenditori. La Asl di Teramo ha riconvertito in tempi brevissimi il presidio ospedaliero di Atri che da diverse settimane accoglie i pazienti Covid, aumentando la dotazione di posti letto in terapia intensiva. Al San Liberatore sono attivi 79 posti letto ai quali si aggiungono quelli attivati nel terzo lotto (ex Sanatorio) del Mazzini di Teramo: 37 in totale, di cui 17 di rianimazione. La Asl, per le opere di messa in sicurezza (soprattutto percorsi dedicati) e trasferimento, ha investito circa 500 mila euro.
Nel caso dell’Aquila, per le aree interne, 120 posti verranno ricavati all’ospedale San Salvatore, in quello che viene chiamato Delta 7 medico, con un investimento che attualmente è di un milione e 600mila euro. «Poter disporre di strutture esclusivamente dedicate ai pazienti Covid», spiega l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, «è un punto di svolta e va nella direzione di quanto previsto dal piano di emergenza regionale, che indicava proprio questo percorso per una gestione della pandemia che garantisse presa in carico e cura dei pazienti contagiati dal virus e, allo stesso tempo, prosecuzione di tutte le attività ordinarie in assoluta sicurezza».
I VANTAGGI. Sull’importanza degli ospedali solo Covid, in particolare quello di Pescara, si è soffermato anche il professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive. «L’area Covid dovrà essere capace di fornire all'ospedale di riferimento regionale di Pescara un elevato grado di adeguatezza strutturale nella gestione della fase di declino dell'attuale epidemia e di adeguata sorveglianza epidemiologica e clinica delle potenziali reintroduzioni del contagio, con capacità di immediato contenimento degli eventuali casi sporadici di Covid-19 via via emergenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA