Ospedale declassato la giunta prepara il ricorso al Tar

13 Agosto 2016

Penne, il Comune va allo scontro e incarica un legale per verificare la legittimità del piano sanitario regionale

PENNE. La giunta Semproni non ha intenzione di accettare passivamente il depotenziamento dell'ospedale San Massimo stabilito dal riordino sanitario regionale e pensa a un ricorso al Tar. «Abbiamo incaricato un legale per verificare se, sul piano amministrativo, possano esserci profili di illegittimità annidati nei decreti con i quali il commissario ad acta ha approvato il riordino della rete ospedaliera, declassando di fatto l'ospedale di Penne», spiega il sindaco Mario Semproni.

L’amministrazione ha dato incarico allo studio legale Di Tonno di analizzare, approfondire ed, eventualmente, impugnare il decreto di riorganizzazione delle rete ospedaliera abruzzese che, nel merito, ha previsto il declassamento da ospedale di base a ospedale di area disagiata. «Metteremo in campo ogni iniziativa a nostra disposizione mirata a difendere il nostro presidio ospedaliero che, secondo i piani del governo regionale, dovrebbe diventare un ospedale di area disagiata. Entro fine mese», prosegue Semproni, «celebreremo anche un consiglio comunale straordinario sul tema della sanità aperto ai sindaci dell'area vestina, forze sindacali e cittadini, e in quella sede approveremo un documento condiviso per sostenere la nostra azione politica a difesa della sanità vestina. Perché», conclude il sindaco, «il San Massimo non è l'ospedale solo di Penne, ma dell'area vestina».

Secondo il piano di riordino sanitario, in Abruzzo si avranno complessivamente 7 ospedali di primo livello – Pescara,Teramo, L’Aquila, Chieti, Avezzano, Lanciano e Vasto – con le quattro strutture corrispondenti ai capoluoghi di provincia che svolgeranno anche attività cardiochirurgiche e neurochirurgiche; poi quattro ospedali di base (Atri, Sant’Omero, Sulmona e Giulianova), più Penne e Castel di Sangro come presidi di area disagiata.

E come presidio di area disagiata il San Massimo dovrebbe continuare a poter contare su un pronto soccorso h24, con un’area medica e chirurgica da pochi posti. L'ospedale di Penne copre un'area molto vasta e dalla rete viaria assai accidentata e tortuosa. Negli ultimi 7- 8 anni ha vissuto un continuo impoverimento di prestazioni e servizi. Solo per fare qualche esempio: la rianimazione è stata depotenziata a Tipo (terapia intensiva post operatoria), il laboratorio analisi da unità operativa complessa è stato ridotto a unità semplice. L'ultimo taglio, forse il più doloroso per l'area vestina, è stata la soppressione del punto nascite in virtù del decreto del ministro Lorenzin.

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