Ospedale declassato, le nuove funzioni

Penne: salvi il Pronto soccorso e le attività ambulatoriali al San Massimo che diventa presidio sanitario di area disagiata
PENNE. L'ospedale San Massimo, al pari dell'ospedale di Castel di Sangro, rimarrà in vita come presidio sanitario di area disagiata. Da ospedale di primo livello, subirà dunque un netto declassamento. Il nuovo piano sanitario prevede infatti tredici ospedali in Abruzzo: 4 di base, 7 di primo livello e 2 (Penne e Castel di Sangro) di area disagiata.
Nella mattinata di martedì, il nuovo general manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, con il direttore sanitario aziendale Valterio Fortunato e il direttore del distretto sanitario di Penne, Stefano Boccabella, ha incontrato gli amministratori comunali per fare il punto della situazione su quel che sarà il futuro dell'ospedale in base al nuovo piano di riordino. L'incontro si è tenuto nella sala giunta del palazzo municipale, ma già nelle scorse settimane Mancini aveva effettuato un attento sopralluogo nelle strutture sanitarie pennesi. L'ospedale San Massimo resterà dunque in vita, in deroga al decreto Lorenzin, ma subirà una profonda trasformazione rispetto a quel che è stato in passato. La volontà espressa dalla nuova direzione sanitaria, nel corso dell'incontro, è stata quella di ampliare tutte le possibilità previste dalla classificazione dell'ospedale di Penne come area disagiata. Il nuovo presidio sanitario del capoluogo sarà infatti caratterizzato da un Pronto soccorso per l'intera giornata h24, un'attività di degenza per acuti della Medicina interna e del Day surgery e Week surgery per garantire le altre necessità ospedaliere dell'intera area vestina. Durante l'incontro, inoltre, è stato spiegato come il San Massimo manterrà tutte le attività ambulatoriali presenti: radiologia, laboratorio analisi, dialisi, oculistica, otorinolaringoiatria, oncologia, neurologia, cardiologia, diabetologia, ortopedia e pediatria.
«Il progetto della direzione Asl» spiega il sindaco, Rocco D'Alfonso, «prevede inoltre l'istituzione di 15 posti letto per ospedale di comunità e di 20 posti letto per la riabilitazione estensiva. Attività, queste ultime, che rispondono a un duplice obiettivo: da un lato, integrare l'offerta sanitaria con una maggiore gradualità e diversificazione del setting delle cure, dall'altro, mantenere i livelli occupazionali dell’ospedale quale realtà di primaria importanza dell'area vestina. Nel nuovo riordino dell'ospedale troverà spazio anche il servizio di interruzione volontaria delle gravidanze con la ripresa delle attività ginecologiche».
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