Ospedale di Penne rimodulati i posti letto dell’area medica

2 Giugno 2018

Da ieri la disponibilità complessiva è di 40 ricoveri Ancora non attivati i quindici riservati alla lungodegenza

PENNE. Continua a tenere banco il declassamento dell’ospedale di Penne a presidio di area disagiata. Mentre il comitato “Salviamo l’ospedale di Penne” continua la sua mobilitazione di protesta, da ieri l’area medica del presidio ospedaliero San Massimo è sta ufficialmente rimodulata. Il direttore predisposto all’attuazione dell’atto aziendale, Stefano Boccabella, unitamente al general manager della Asl di Pescara, Armano Mancini, ha stabilito per l’area medica del San Massimo una disponibilità complessiva di 40 posti letto.
Medicina non avrà limiti di età e potrà ospitare anche i pazienti geriatrici, dato che il reparto di Geriatria è stato chiuso e che, al momento, non sono stati ancora attivati i 15 posti letto di lungodegenza. Restando all’area medica la riorganizzazione ha previsto un servizio solo ambulatoriale per Gastroenterologia/Endoscopia, che avrà in organico 1 responsabile medico, 1 medico, 4 infermieri e 3 operatori socio-sanitari (Oss). Solo servizio ambulatoriale anche per Cardiologia, dotata di 3 medici, 4 infermieri e 2 Oss. L’Emodialisi, che avrà in organico un responsabile medico, 2 medici, 15 infermieri e 6 Oss, potrà contare su 12 posti tecnici. L’organico sarà composto da un direttore, 6 unità mediche, 24 infermieri, 9 Oss e 2 ausiliari. «Abbiamo fatto alcuni passi in avanti, ma è necessario lavorare ancora affinché il presidio ospedaliero San Massimo mantenga i servizi fondamentali», ha affermato l'assessore alla sanità del Comune di Penne, Giuseppina Tulli, dopo l'incontro avuto a Pescara, lunedì scorso, con il manager della Asl Mancini, alla presenza del sindaco Mario Semproni, per individuare un percorso mirato a salvaguardare la sanità vestina. «Stiamo lavorando per ottenere il massimo del risultato anche nelle altre aree. Contrasteremo chi intende illudere i cittadini. Auspico che il governo regionale possa versare in atti legislativi e amministrativi le promesse che l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha illustrato al comitato cittadino “Salviamo l'ospedale San Massimo” in occasione dell'incontro tenutosi in consiglio regionale». Si attende intanto che la direzione generale stabilisca tramite delibera ufficiale anche la riorganizzazione dell’area chirurgica del San Massimo. In base ai piani iniziali la chirurgia dovrebbe rimanere con una unità operativa semplice (giornaliera o programmata con una degenza di 5 giorni), un’unità operativa semplice di Otorino (2 posti letto di day hospital), una unità operativa semplice di Traumatologia e artroscopia (2 posti letto). Da gennaio scorso ortopedia continua intanto a lavorare con soli tre medici e può solo operare in week e day surgery.