«Ospedale di Penne verso il declassamento Il sindaco s’incateni»

25 Maggio 2018

Il presidente dell’associazione in difesa del San Massimo invita Semproni e Ferrante a partecipare alla protesta 

PENNE. «Chiedo al sindaco di Penne Mario Semproni e al vice sindaco Vincenzo Ferrante, che peraltro aveva già promesso questa cosa, di incatenarsi con me domani e domenica, per due giorni, in difesa del nostro ospedale San Massimo». Così il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore, annuncia l’ennesima azione di protesta contro il declassamento della struttura. Il destino del San Massimo sembra segnato e da giugno dovrebbe andare in porto il riordino e il passaggio da ospedale di base a ospedale di area disagiata. Nei giorni scorsi il sindaco di Penne ha chiesto con urgenza un incontro al general manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, con l’obiettivo di individuare un percorso alternativo al declassamento del San Massimo, ma al presidente dell’associazione di protesta il tentativo del sindaco Semproni non sembra altro che un palliativo. «Era già tutto previsto, tutto caparbiamente e scientificamente calcolato, anche nei tempi dal cronoprogramma. Credo quindi che il sindaco», prosegue Spoltore, «sapesse bene che il reparto di Geriatria»- Semproni è medico geriatra al San Massimo - «fosse in procinto di essere chiuso da quello stesso Mancini a cui anche lui, qualche mese fa, ha accordato la fiducia, giudicando il suo operato positivamente. Questa reazione, che in altre circostanze mi avrebbe fatto piacere, adesso mi appare puerile. È impensabile che oggi, a strage compiuta fino in fondo, il dottor Mancini possa avere un lampo di pentimento e di ravvedimento sul futuro del nostro ospedale». Anche i rappresentanti provinciali delle sigle sindacali Fials, Cisl e Nursind, dell’ospedale San Massimo di Penne, hanno chiesto un incontro urgente con Mancini per trovare una strada alternativa al declassamento. «La nostra organizzazione sindacale è sicura che il direttore generale si renderà conto della drammatica situazione assistenziale che potrebbe determinarsi a Penne applicando in toto il decreto Lorenzin. Sarebbe un problema per tutta la comunità vestina. Mi unisco alla protesta del dottor Spoltore e sono pronto a incatenarmi anch’io in difesa del nostro ospedale a patto che lo facciano anche il sindaco Semproni, il suo vice Ferrante e l’assessore alla sanità del Comune di Penne, Pina Tulli», ha commentato il segretario regionale Fials, Gabriele Pasqualone. In base al riordino sanitario previsto, il San Massimo vedrà la soppressione di diversi servizi e prestazioni. Da giugno la Geriatria del San Massimo sarà chiusa poiché nella struttura prevista di “ospedale di zona disagiata” c'è un solo reparto ed è quello di Medicina, con 28 posti letto, di cui 4 da lasciare per il Day surgery e il week surgery. Di certo c’è che tutta l’area vestina, già penalizzata da una viabilità malridotta, perderebbe un grande baluardo per la salute dei suoi cittadini.