Ospedale di Popoli risonanze e reparti fermi
La lista dei ritardi della Santissima Trinità: dai progetti per la riabilitazione ai macchinari acquistati e mai installati. L’appello di Lattanzio a politici e sindacati
POPOLI. Si accende l’attenzione sulla sanità anche nell’alta Val Pescara sulla scia della mobilitazione per il punto nascita di Sulmona. A Popoli lo spunto viene dal recente blocco operato dal governatore e commissario della Sanità Luciano D'Alfonso di tutte le procedure concorsuali che bloccano anche quelle in dirittura d’arrivo per la copertura dei posti importanti per l’ospedale della Santissima Trinità. Qui, da oltre un anno, si attende il bando per i concorsi delle unità complesse di chirurgia e ortopedia autorizzati con decreto commissariale di Gianni Chiodi nel gennaio 2014 e banditi dalla Asl di Pescara nel dicembre scorso.
«Lo stop imposto da D'Alfonso», afferma il consigliere provinciale e comunale di minoranza Mario Lattanzio, «crea gravi problemi all'ospedale di Popoli che già soffre di notevoli ritardi nell’attuazione di programmi di investimenti nella struttura, già approvati da tempo e finanziati. In questo particolare momento la sanità nel centro Abruzzo, come anche la contestata situazione del punto nascita di Sulmona inserita fra quelli da sopprimere, sta subendo un grave ridimensionamento. Un ulteriore caso eclatante è quello», incalza il consigliere, «che si sta verificando nell'ospedale popolese dove la risonanza magnetica, acquistata dalla Asl di Pescara addirittura un anno e mezzo fa con delibera 1108 del 29/10/2012 ad oggi non ancora viene installata bloccata dai mancati lavori nei locali che dovrebbero ospitare questa apparecchiatura. Il nostro ospedale avrebbe da tempo potuto risollevarsi e attrarre maggiore utenza anche oltre i propri confini territoriale, invece deve continuare a soffrire per scelte politiche che qui non condividiamo e che rischiano di far saltare l'impegno che gli operatori sanitari, l'amministrazione comunale, le forze sociali e i movimenti culturali hanno svolto da anni per la protezione dell'ospedale cittadino. Ora non è più possibile aspettare», tuona Lattanzio, «perciò mi rivolgo anche al nostro concittadino parlamentare del Pd in maggioranza Antonio Castricone, alle forze sindacali e politiche, di attivarsi in maniera forte a prescindere dalla propria collocazione politica, nei confronti di chi continua a ritardare tutte quelle operazioni che hanno un unico fine, quello di salvaguardare e valorizzare il presidio ospedaliero di Popoli». La lista dei ritardi è cospicua come l’adeguamento e l’ampliamento dei locali per la collocazione della risonanza magnetica, lavoro di 500mila euro in corso di appalto, progetto approvato dalla giunta Chiodi in aprile 2014, il progetto del nuovo reparto per cerebropatie per 930 mila euro approvato a gennaio 2014, finanziato, appaltato ma in attesa di poter aprire il cantiere, la ristrutturazione del reparto di riabilitazione con un modulo da 210mila euro: c’è il progetto esecutivo da gennaio 2014, e un secondo modulo per un milione 500mila euro approvato nel dicembre 2013, lo spogliatoio del reparto di riabilitazione per 180mila euro, progetto esecutivo approvato nell’aprile 2014 e la messa in opera della risonanza magnetica acquistata nell’ottobre 2012. Infine si va incontro anche a carenza di personale per i tagli operati sugli operatori a tempo determinato e il blocco delle assunzioni a fronte di programmati pensionamenti per il 2015 e 2016.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

