Ospedale, doppi turni in corsia «Servono altri 80 infermieri»

Di Sigismondo, coordinatore del 118: «Siamo a rischio con orari massacranti, urgono rinforzi» In tilt il centralino delle emergenze: oltre duemila telefonate al giorno per informazioni sul Covid
PESCARA. Duemila chiamate al giorno al 118 di cittadini allarmati che chiedono informazioni sul coronavirus, malgrado gli appelli dei sanitari a non intasare i centralini dell’emergenza-urgenza. Le telefonate arrivano da Pescara e provincia.
Intanto, ansia al pronto soccorso la notte scorsa per il caso di una paziente settantenne affetta da malattia respiratoria, risultata, in seguito, negativa al tampone.
Centotrenta infermieri, tra 118, pronto soccorso, Infettivi, Rianimazione, che coprono anche due turni di seguito per 12 ore consecutive nei reparti stracolmi di pazienti. Il coordinatore del personale del 118, Enrico Di Sigismondo, lancia l'allarme: «I turni sono massacranti, sono necessari urgenti rinforzi del personale infermieristico». Di contro, in questi giorni ad altissimo livello di psicosi da Covid 19, il pronto soccorso dell'ospedale di Pescara si va svuotando proprio a causa del panico da sovraffollamento mentre all'esterno è sempre attiva la tenda pre-triage riservata ai casi sospetti.
Momenti di tensione si sono registrati in nottata nella sala Obi, osservazione breve del pronto soccorso, dopo l'arrivo, con una ambulanza del 118, di una paziente di 70 anni, pescarese, affetta da una grave patologia respiratoria, sospettata di aver contratto il coronavirus. La donna è giunta al pronto soccorso nel pomeriggio di sabato in codice giallo ed è stata immediatamente sottoposta alle cure del caso. I sanitari, in via cautelativa, hanno ritenuto opportuno sottoporre la paziente a tampone, i cui risultati, negativi, sono arrivati intorno alle 4 della notte scorsa. Nel frattempo, però, si è scatenata ansia tra il personale entrato in contatto con la paziente, 5 tra medici e infermieri, posto in quarantena per qualche ora, fino all'esito negativo del tampone. La settantenne è stata successivamente ricoverata nel reparto di Rianimazione a causa del complicarsi della patologia respiratoria. È un momento difficile per medici e infermieri dei vari reparti ospedalieri, sottoposti ad una pressione altissima a causa dell’aggravarsi dell’emergenza con i nuovi casi sospetti. «È una situazione insostenibile con il personale, circa 130 infermieri tra i vari reparti, che va avanti per due turni di seguito, mattino e pomeriggio, con orari massacranti», è l’allarme lanciato da Di Sigismondo, «urgono almeno altri 80 infermieri, mentre malgrado gli appelli il centralino dei 118 scoppia con 2mila telefonate al giorno. Con questa pressione, non possiamo resistere a lungo. Rischieremo, come accaduto in Lombardia, di richiamare personale in pensione». Sanitari in prima linea e al collasso. L’attesa è per le rapide assunzioni promesse dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. «Affrontiamo questa situazione al di fuori degli schemi routinari, ci stiamo mettendo a rischio, ma stiamo dando il massimo», conclude il coordinatore del personale del 118, «forti della nostra esperienza».

