Ospedale e silenzi, monta la protesta

Carenza di personale a Popoli. Il movimento Avanti tutta: D’Alfonso non ci riceve
POPOLI. «Il Movimento Avanti tutta indietro non si torna, dopo aver atteso invano un incontro con il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso richiesto dal 4 maggio, per poter civilmente discutere delle carenze riscontrate nell’atto aziendale della Asl di Pescara, annuncia una forte manifestazione di protesta entro giugno». È quanto si legge in una nota che il Movimento ha diffuso in merito alle mancate dotazioni del presidio ospedaliero di Popoli. E nonostante le richieste del Movimento stesso e le intese avute con il presidente D’Alfonso.
Fra tutti i servizi e reparti che il Movimento ha richiesto che siano potenziati a Popoli, quelli di prioritaria necessità per mantenere attivo come ospedale almeno per i 36 mesi di proroga concessi dal dl sisma, il Movimento ritiene imprescindibile potenziare la Radiologia, annettendo altri medici ai tre presenti, e almeno 7/8 tecnici. Almeno altri quattro medici necessitano al reparto di Chirurgia (oggi ce ne sono due), mentre il reparto di Cardiologia e il Centro Trasfusionale sono da istituire come Unità operative semplici dipartimentali (Upsd) e quest’ultimo da rendere autonomo e non dipendente da Pescara.
«Nell’atto aziendale», secondo il Movimento, «non vengono rispettate le promesse scaturite dallo stesso ed esternate pubblicamente da D’Alfonso. Né tantomeno sono rispettati, da parte della direzione Asl, i dettami legislativi del Decreto sisma. Non rispettando le leggi nazionali, l’Atto non potrebbe essere recepito dalla Regione». Il Movimento non ha intenzione di far passare questa situazione nel dimenticatoio, poiché, spiega, «ne va di mezzo la funzionalità e la stessa esistenza della struttura sanitaria popolese». Per questo annuncia di mettere in atto tutte le azioni che gli competono affinché il decreto sisma sia rispettato o, quantomeno, vengano assegnate all’ospedale di Popoli tutte le strutture che garantirebbero al presidio di essere Ospedale. «Per le dotazioni di personale, non si pensi che ricorrere a rattoppi di qualche mese possa far tacere la protesta», continua la nota, «perché su questi argomenti e sul mancato utilizzo di risorse economiche, costate centinaia di migliaia di euro (vedi la Risonanza magnetica nucleare non ancora in funzione) potranno essere presi in considerazione esposti alle autorità competenti. Tutto ciò potrebbe essere ovviato in pochissimo tempo, purché ci sia la volontà politica, già espressa, di farlo. (w.te.)

