Ospedale, nuova protesta a Pescara il 29

Penne. Riparte la mobilitazione in attesa della decisione del Tar contro il declassamento dei reparti al San Massimo
PENNE. Il Tar dell'Aquila si è riunito il 21 giugno in udienza per esprimersi sul ricorso presentato lo scorso novembre dal Comune di Penne contro la trasformazione del San Massimo in «ospedale di area disagiata». La decisione è stata presa, ma l'amministrazione vestino, in aula rappresentata dagli avvocati Matteo e Claudio Di Tonno, attende ancora di conoscere l'esito della trascrizione e non ha alcuna notizia in merito a quel che sarà il futuro dell'ospedale.
«Speriamo in un esito positivo» è il laconico commento del sindaco, Mario Semproni. A quanto pare non un buon segnale, se le aspettative sembrano riposte in una speranza. Di certo, se come sembra il Tar avesse deciso di rigettare nel merito il ricorso del Comune, Regione Abruzzo e Asl darebbero il via definitivo al declassamento dei reparti del San Massimo. Con il passaggio da ospedale di base a presidio di area disagiata, nella struttura sanitaria, verrebbero accorpati reparti e funzionalità, ridotti i posti letto a disposizione degli utenti. Dagli 85 attuali, si passerebbe a 36, con l'accorpamento dell'area medica (Geriatria e Medicina), peraltro programmato, sia pure in via provvisoria, dal direttore sanitario Rossano Di Luzio per il solo periodo luglio-agosto. Se viceversa il Tar dovesse esprimersi a favore del Comune, Geriatria e Medicina continuerebbero ad avere una propria autonomia e una propria capacità di accogliere i degenti, così come l’ala chirurgica, che continuerebbe a contare su dodici posti letto per Chirurgia e nove per Ortopedia. A tutto questo, si aggiunge il fatto che, da almeno sei anni, si attende la ristrutturazione dell’ospedale. Un intervento, da 12,5 milioni di euro, che dovrebbe migliorare in modo significativo le strutture della rete di emergenza-urgenza del San Massimo.
«Ci auspichiamo che la sentenza sia favorevole, nel frattempo utilizzeremo ogni mezzo per arrestare questo processo, altamente penalizzante, per i residenti l'area vestina. Saremo presenti al fianco di tutti i cittadini che parteciperanno alla manifestazione programmata per il 29 giugno», sottolinea l'assessore comunale alla Sanità, Pina Tulli. Si è dunque in procinto di avviare una nuova molbilitazione, l'ennesima che ha caratterizzato in questi mesi tutto il comprensorio. Il grido di protesta in difesa del San Massimo sarà stavolta davvero forte dopo aver raccolto l’adesione di tutti, anche di parti contrapposte della rappresentanza sociale politica vestina. Il comitato "Salviamo L'ospedale Di Penne", che su Facebook conta 2mila 500 seguaci, è il motore della maxi protesta del 29 giugno. L'appuntamento è per le 16.30 a Pescara. I manifestanti, dalla stazione dei bus, sfileranno in corteo fino alla prefettura. Qui dovrebbero essere ricevuti in delegazione dai massimi rappresentanti di Regione e Asl. Tutti sono stati invitati a partecipare.
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