Ospedale, parte il rilancio I posti letto diventano 101

La Regione riclassifica il San Massimo che diventa struttura con Pronto soccorso Pasqualone (Fials): «Un grande risultato in attesa del monitoraggio ministeriale»
PENNE. La Regione ha varato la riclassificazione del San Massimo, di Penne, da ospedale di zona disagiata ad ospedale di base con sede di Pronto soccorso. Il tavolo di monitoraggio ministeriale, a fine mese, sarà il giudice supremo che darà l’ultima parola sulle sorti del presidio sanitario vestino.
In base alla riorganizzazione regionale il numero dei posti letto del San Massimo è di 91, più altri 10 posti diurni. L’ospedale potrà contare complessivamente su un’unica unità operativa complessa (Uoc), vale a dire quella di Medicina generale, e su 6 unità operative semplici dipartimentali (Uosd): Chirurgia generale, Medicina d’urgenza, Lungodegenza, Ginecologia, Artroscopia e traumatologia e il Laboratorio analisi. Saranno unità operative semplici quelle di Gastroenterologia, Otorinolaringoiatria, Terapia intensiva post operatoria e la direzione medica dei presidi.
I servizi del San Massimo saranno quelli di Oculistica, Radiologia, Emodialisi, Farmacia, Oncologia e servizio trasfusionale. I posti letto saranno così distribuiti: 10 posti per Chirurgia generale, 52 di Medicina generale, 15 di Lungodegenza, 3 di Ostetricia e ginecologia, 3 di Otorinolaringoiatria, 8 di Artroscopia e traumatologia.
La scelta della Regione di modificare la classificazione del San Massimo in ospedale di base è stata giustificata sostanzialmente da tre ragioni: la vicinanza di Penne (meno di 30 chilometri) a Farindola, e dunque a un Comune rientrato nel cratere sismico; le difficoltà viarie e quelle legate ad un bacino di riferimento composto da 14 Comuni in cui risiedono circa 42mila abitanti. L’altro aspetto tenuto in considerazione è che a seguito del ridimensionamento di alcune funzionalità del San Massimo, l’ospedale di riferimento della provincia di Pescara, il Santo Spirito, ha registrato un aumento, soprattutto nel corso del 2017 e 2018, di ricoveri eccedenti la dotazione di posti letto in unità operative come la Geriatria e la Medicina generale ed episodi di sovraffollamento in Pronto soccorso. Il sovraffollamento è la condizione nella quale la richiesta di erogazione di servizi di pronto soccorso, e più in generale in regime di ricovero, eccede il limite stabilito dalle risorse disponibili per la cura del paziente, tale da non poter garantire l’assistenza in sicurezza.
«Si è ottenuto un grande risultato, soprattutto se teniamo in considerazione che i numeri non giocano a favore del San Massimo», sottolinea il segretario regionale Fials Gabriele Pasqualone, «adesso attendiamo la decisione del tavolo di monitoraggio. Rispetto al passato non c’è stato un aumento di posti letto considerevole, ma questo perché l’ospedale di Penne, pur classificato come ospedale di area disagiata, poteva contare su molti più servizi rispetto a quanto in realtà sia previsto per gli ospedali di area disagiati. Qualcosa da correggere c’è ancora, penso ad esempio al day hospital di Oncologia. Un’altra criticità che la Regione e la Asl dovranno affrontare sul San Massimo è quella relativa alla carenza di personale. In Medicina, ad esempio, ultimamente i medici si stanno sacrificando anche in doppi turni per tenere in attività il reparto. Lavorare in queste condizioni è complicato».
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