Ospedale, “Penne Vale” soddisfatta delle scelte

Napoletano ironizza sul sindaco contrario all’Atto aziendale della Asl: «Rispecchia le nostre proposte»
PENNE. L’ospedale di Penne con il riordino sanitario stabilito dal decreto Lorenzin, fatto proprio da Regione Abruzzo e Asl di Pescara, è pronto a diventare ospedale di area disagiata. Una riorganizzazione che porterà il presidio a perdere, tra gli altri, i reparti di geriatria e di cardiologia, e il servizio di oncologia. La scelta di fare del San Massimo un ospedale di area disagiata che il capogruppo di Penne Vale nel consiglio comunale, Ennio Napoletano, ha voluto commentare in maniera positiva ed ottimistica. «L'amministrazione comunale, in maniera disorientata e poco informata, è impegnata nel contrastare l’Atto aziendale della Asl che è il contenuto del decreto Lorenzin e del documento tecnico sanitario della Regione del 21 luglio 2016. La gita a luglio scorso del sindaco Mario Semproni anziché produrre proposte ha sortito solo qualche bella foto ricordo. Seppur con qualche correttivo ancora da attuare, l'Atto aziendale proposto alla Regione rispecchia quanto proponemmo noi in campagna elettorale ed è quanto di meglio oggi si possa ottenere per il presidio ospedaliero di Penne. All’unita operativa complessa di medicina», continua Napoletano, «si aggiungono quattro unità semplici dipartimentali: lungodegenza, chirurgia, ortopedia e ginecologia. Questi reparti avranno la possibilità di lavorare in autonomia con una propria equipe. Siamo soddisfatti anche per le quattro unità operative semplici di anestesia, rianimazione, gastroenterologia e otorinolaringoiatria e per la conferma dei servizi di radiologia, laboratorio analisi emodialisi e trasfusione».
Per il capogruppo di Penne Vale, però, c’è ancora qualcosa che può essere salvato e che deve rimanere nel presidio pennese. «Nei prossimi giorni chiederemo di confermare il servizio di oncologia», annuncia, «affinché l'attività ambulatoriale continui anche nelle operazioni infusionali per le terapie chemioterapiche, e di rivedere il servizio di cardiologia. Per quanto riguarda geriatria, con una popolazione che tende a invecchiare, dobbiamo pretendere dei posti letto».
Francesco Bellante

