Ospedale Popoli, sequestrata ambulanza

Il mezzo medicalizzato per il trasporto dei codici rossi è stato fermato dai Nas. Il servizio affidato alla Croce Rossa
POPOLI. Sequestrata dai Nas l’ambulanza di soccorso avanzato, il mezzo medicalizzato adibito al trasporto di emergenza di pazienti in codice rosso all’ospedale di Pescara (per infarto, ischemia o aneurisma, o in seguito a gravi incidenti) e gestita dal servizio del 118.
A un controllo di routine dei carabinieri del Nas sarebbero emerse inappropriate caratteristiche del mezzo per l’uso che è consentito alle ambulanze immatricolate da meno di cinque anni e con non più di 75mila chilometri. Per garantire la continuità del soccorso la Asl ha affidato il servizio alla Croce Rossa. Al pronto soccorso resta solo il mezzo di “soccorso di istituto” per il quale è prevista una immatricolazione datata non più di 7 anni fa e con percorrenza inferiore a 300mila chilometri.
Questa circostanza lascia senza occupazione 7 autisti assegnati soprattutto al trasporto di emergenza. «Uno scandalo», affermano il capogruppo di Forza Italia alla Regione Lorenzo Sospiri e il consigliere comunale Mario Lattanzio che hanno diffuso la notizia evidenziando che nessuno ha reso noto l’accaduto dallo scorso 16 febbraio, quando c’è stato l’affidamento del servizio alla Croce Rossa.
«Una incresciosa situazione», continuano, «che testimonia l’abbandono in cui versa l’ospedale di Popoli, nonostante la moratoria al decreto Lorenzin che ha fatto slittare al 2021 la sua paventata chiusura. La Regione e la Asl stanno svuotando i reparti: fuori medici e infermieri, nessuna sostituzione dei pensionati, ora fuori l’autoambulanza dell’emergenza, con l’obiettivo di dimostrare al governo che il nostro ospedale è già in agonia, tanto da giustificarne lo smantellamento».
Duro il commento di Luigi Liberatore di Avanti tutta: «L’ospedale», afferma, «va riportato come dotazione di strutture e di personale a ciò che era nel 2012. Il direttore della Asl sappia che nell’Atto aziendale la legge non viene rispettata. Infatti per l’ospedale di Popoli non si è tenuto conto di situazioni speciali, e l’emendamento Castricone non ha determinato l’inclusione del presidio ospedaliero di Popoli fra le strutture ricadenti nel cratere sismico come afferma, ma ha invece derogato l’ospedale dal decreto Lorenzin».
Concezio Galli afferma che «l’amministrazione comunale ritiene assolutamente grave quanto verificatosi. Vorrei ricordare alla direzione Asl che le strutture del nostro presidio devono rimanere operative per i prossimi tre anni con i servizi e le dotazioni necessarie a garantire un elevata qualità del servizio agli utenti. Chiediamo alla Asl di intervenire immediatamente e dotare il nostro pronto soccorso di mezzi idonei a garantire le emergenze».
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