Ospedale, reparti in affanno: ferie bloccate e assunzioni lampo

Con l’aumento dei contagi la Asl ha attivato una procedura di urgenza per reclutare infermieri e Oss Il personale sanitario e i tecnici non potranno assentarsi se si rischia di far venir meno la forza lavoro
PESCARA. La mancanza di personale si fa sentire, all’interno della Asl, man mano che cresce il numero dei pazienti da assistere in ospedale per il Covid e aumenta nei reparti la pressione dell’emergenza sanitaria. Nelle ultime ore la Asl si è mossa su due fronti diversi per avere medici ed infermieri a sufficienza in questi giorni di passaggio tra un anno e l’altro che hanno fatto registrare una impennata di casi e di ricoveri, tanto che è stato indispensabile fare ricorso agli spazi del vecchio pronto soccorso e si pensa anche ad altre struttura. Da una parte la Asl si è attivata per reclutare altri infermieri, assumendoli a tempo determinato, e per ora si parla di 15 unità. E dall’altra ha imposto uno stop alle ferie già autorizzate del personale sanitario e tecnico, compresi gli Oss, specificando che possono essere fruite se non si riduce l’apporto, in termini di carico di lavoro, sul fronte della pandemia.
Per avere a disposizione a strettissimo giro un numero più consistente di infermieri, la Asl ha scritto martedì a tutti coloro che sono già inseriti nella graduatoria (tempo determinato), proponendo un incarico di tre mesi per l’emergenza Covid all’ospedale di Pescara. Le risposte andavano inviate immediatamente, entro 24 ore, e le visite mediche eseguite altrettanto rapidamente, mercoledì, perché l’inizio dell’attività è fissato inderogabilmente per domani. Nello stesso tempo si è deciso di sospendere da ieri, e fino a nuova disposizione, le ferie già autorizzate al personale sanitario e tecnico in servizio alla Asl, per assicurare la presenza di tutti per fronteggiare l’emergenza pandemica, fatta eccezione per i lavoratori prossimi alla pensione che stanno smaltendo le ferie. Una scelta, si legge nella disposizione del direttore sanitario aziendale Antonio Caponetti, legata alla necessità di «garantire la dovuta assistenza sanitaria» in un momento in cui si registra «l’aumento dei contagi e la risalita del livello di allarme, dopo una temporanea decrescita della curva epidemica». La fruizione delle ferie, è stato specificato poi, «è consentita nella misura in cui l’assenza non determini una riduzione del carico di lavoro a supporto del tragico evento pandemico che ci ha colpito nuovamente».
«In una situazione del genere, se qualcuno si ammala, cioè è positivo al Covid e resta a casa, viene sostituito da chi è in ferie», fa notare Francesco Marcucci della Uil. «E comunque il blocco viene gestito dai capi dipartimento e dai coordinatori in base alle criticità che si creano nelle singole unità operative per cui lo stop alle ferie non è generalizzato. Per reclutare altri infermieri si sta attingendo anche dalla graduatoria a tempo determinato, mentre per gli Oss si è fatto ricorso alle agenzie per il lavoro».
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