Ospedale, sabato sit-in davanti alla Regione

20 Febbraio 2018

Penne, riparte la mobilitazione contro il declassamento del San Massimo Si allunga la lista delle adesioni. C’è anche il sodalizio Vittime di Rigopiano

PENNE. Il popolo vestino torna a protestare per i tagli alla sanità e in particolare quelli che cadono come una scure sul San Massimo. L’associazione Salviamo l’ospedale di Penne – sostenuta per l’occasione anche dal sodalizio Vittime di Rigopiano, movimento Pro ospedale di Guardiagrele, Forum H20, Pescara Punto Zero, Par (Patto per l'Abruzzo Resiliente), comitato per il presidio ospedaliero Liberatore di Atri, Cobas Pescara-Chieti e comitato Pro ospedale di Popoli – terrà un sit-in e un freeze-mob per il prossimo 24 febbraio sotto la sede dell’assessorato regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo, a Pescara.
L’appuntamento è fissato per le 16. L’associazione Salviamo l’ospedale di Penne fa sapere che saranno messi a disposizione autobus gratuiti, con partenza dal capolinea di Penne, alle 1430. Si attende una vera e propria mobilitazione di massa. Per questa sera, intanto, la stessa associazione, alle 21, nel bar pizzeria Baraonda, sotto l'ex cinema Ariston, sempre a Penne, ha convocato una riunione straordinaria, aperta a soci e simpatizzanti.
Il gruppo di protesta in difesa del San Massimo, che su Facebook conta oltre 5mila 600 seguaci, non ha alcuna intenzione di accettare il declassamento dell’ospedale vestino.
«La classe politica dirigente regionale ha fallito a livello sanitario, a livello di sicurezza e su tutti gli altri fronti a 360 gradi. Noi e altre associazioni stiamo lavorando anche a una maxi manifestazione di protesta in primavera», commenta il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore.
In base al piano di riordino sanitario deciso da Regione Abruzzo e Asl, oltre che secondo i parametri del decreto Lorenzin, il San Massimo passerà da ospedale di base a ospedale di area disagiata. Una rimodulazione che, di fatto, farà perdere alcuni servizi fondamentali e posti letto ai reparti sanitari del comprensorio vestino. Il declino dell’ospedale, a dire il vero, è cominciato circa dieci anni fa, mentre il personale medico e infermieristico andato in pensione non sempre è stato sostituito. La Rianimazione è stata quindi ridotta a Terapia intensiva post operatoria (Tipo), il laboratorio analisi da unità complessa è diventata una unità semplice. Il reparto di Riabilitazione, da undici fisioterapisti ne ha oggi soli tre in organico per assistere esclusivamente i ricoverati. Soppresso il Punto nascita.
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