Ospedale, simulazione di soccorso dopo un’esplosione al palasport

21 Ottobre 2019

In campo volontari, medici, infermieri, psicologi, Croce rossa, Protezione civile e Guardia costiera Cento figuranti nella parte dei feriti. Albani: «Dobbiamo farci trovare preparati in caso di emergenza»

PESCARA. Oltre 100 volontari, medici, infermieri, psicologi, personale della Croce rossa, protezione civile e guardia costiera hanno partecipato ieri mattina all'annuale esercitazione organizzata dal pronto soccorso, che sotto la guida del dottor Alberto Albani, referente regionale per le emergenze e direttore del dipartimento di urgenza della Asl di Pescara, ha simulato un massiccio afflusso di feriti. «Siamo partiti da un'esplosione in un palasport, con conseguente incendio, per accogliere circa cento pazienti arrivati nella struttura, ognuno in condizioni diverse, dai casi più lievi a quelli disperati», spiega Albani, che ha coordinato le operazioni.
Dalle 9 del mattino è stato un vero e proprio via vai di ambulanze, arrivate a distanza di pochi minuti l'una dall'altra fino all’ora di pranzo. All'ingresso, il personale del tirage ha assegnato a ogni paziente un codice d'urgenza, in base alle condizioni: rosso, rosso acuto, giallo e verde.
Qui i medici provavano a parlare con i pazienti, quando questi riuscivano a rispondere, chiedendo le informazioni essenziali per una prima scheda e anche per renderli riconoscibili ai parenti, che nelle situazioni di emergenza arrivano per avere informazioni. Anche per questo, ciascuno di loro veniva fotografato. All'ingresso il primo reparto era per i codici rossi da una parte e i rossi acuti dall'altra. Come spiegato da una dottoressa, in questi casi l'obiettivo è quello di salvare più vite possibili e il tempo è un fattore che rema contro. «L'esercitazione ha previsto il coinvolgimento dell'intero ospedale», prosegue Albani. «Bisogna essere pronti a liberare posti letto dimettendo i pazienti dimissibili per fare spazio a chi ne ha più bisogno».
Una sala ha raggruppato tutti gli specialisti, riuniti e pronti a intervenire. In un'altra è stata allestita una vera e propria cabina di regia, in cui il personale gestiva in tempo reale la situazione di ambulatori, sale operatorie, tac, raggi e ogni altro esame, per non lasciare nulla al caso.
Davanti a questa è stato allestito lo spazio per l'accoglienza dei codici gialli, mentre un po' più dietro i verdi. All'ingresso un’équipe di psicologi ha accolto i parenti, che con il passare delle ore si sono fatti sempre più numerosi, mentre l'elicottero della guardia costiera ha simulato il trasporto di un altro ferito.
«Queste esercitazioni ci servono per non farci trovare impreparati», ha concluso Albani. «Siamo la seconda regione in Italia a rischio sismico e la settima per quello idrogeologico. Ovvio che non ce lo auguriamo, però le emergenze possono accadere, come successo all'Aquila, Amatrice e Rigopiano». Infine, annuncia: «A breve, l'elicottero tornerà ad atterrare in ospedale».