Ospedale sotto choc: «Angelo, sei un infermiere in paradiso»

Non è ancora stata stabilita la data dei funerali del 43enne morto giovedì in un incidente in moto Il sindaco Semproni, ex medico del San Massimo: «Era preparato e sempre con il sorriso sulle labbra»
PENNE. Non è stata ancora stabilita la data dei funerali di Angelo Petrucci, il 43enne infermiere di Penne morto a seguito di un incidente in moto giovedì scorso sulla strada provinciale 7 che collega Rocca Calascio a Castel del Monte. Una fatalità in una giornata che doveva essere solo di gioia e spensieratezza. Petrucci era in gita in moto con altri 14 colleghi dell’ospedale San Massimo di Penne, quando all’improvviso il destino gli ha voltato le spalle. Dopo aver perso il controllo della sua moto, nonostante la modesta andatura, è caduto rovinosamente su un guardrail in legno.
A nulla sono valsi i tempestivi tentativi di rianimarlo da parte dei suoi colleghi, né il tentativo di portarlo in elisoccorso al Santo Spirito di Pescara. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri dell'Aquila, diretti dal maggiore Luigi Balestra. In attesa che le autorità competenti facciano luce sulle cause che hanno portato Angelo Petrucci a perdere il controllo della sua moto e poi alla morte, a Penne si vive un momento di grande dolore. Nella giornata di ieri, il corpo è rimasto all’obitorio dell’ospedale di Pescara e si è in attesa del nulla osta alla sepoltura della procura dell’Aquila.
«Aveva lavorato per diversi anni a Città Sant’Angelo, prima di trasferirsi nell’Afo (Area funzionale omogenea) chirurgica del nostro ospedale», racconta il sindaco di Penne ed ex medico del reparto di Medicina del San Massimo, Mario Semproni. «Una persona squisita e sempre col sorriso sulle labbra, di una disponibilità unica e con un ottimo rapporto con i pazienti. Non era solo una gran brava persona, era anche un infermiere molto preparato professionalmente», racconta ancora il sindaco di Penne. «Con lui», continua Semproni, «condividevo la passione per le auto, ma non sapevo che fosse anche amante delle due ruote. Quello che mi sorprende è che Angelo era una persona estremamente prudente, non lasciava mai nulla al caso, quindi non mi capacito di che cosa possa esser accaduto al momento dell’incidente. Troppo spesso, purtroppo, il destino è crudele con le persone migliori». Sconvolti e addolorati tanti infermieri e operatori del San Massimo che hanno conosciuto e lavorato con Petrucci. In tanti hanno voluto scrivere un messaggio di cordoglio. «Sei un infermiere in paradiso», dice addolorata un’amica e collega di Angelo sulla sua pagina Facebook.
«Era una persona gentile e riservata», racconta Roberta Pomponio, operatrice del pronto soccorso de San Massimo. «Io personalmente non ho lavorato con lui. L’altra sera, aveva fatto la notte e ha salutato i colleghi col suo sorriso, felice" di trascorrere una giornata in montagna con altri colleghi. Si era cambiato anche il turno per andare alla fine incontro alla sua morte. Tutti i colleghi non si danno pace», dice ancora affranta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

