«Ospedale, via le barriere architettoniche»

Il presidente di Carrozzine Determinate sollecita Asl e Regione a rendere praticabili anche i parcheggi
PESCARA. «Sono stati annunciati importanti interventi che interesseranno l’ospedale di Pescara. Ci preoccupa, però, il fatto che sembra non esistere un progetto legato all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche che interessano la struttura».
Lo dichiara il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante, in seguito alle dichiarazioni del direttore generale della Asl di Pescara Armando Mancini e del direttore sanitario dell’ospedale Valterio Fortunato sui lavori che stanno interessando l’ospedale civile. È in corso un intervento per la realizzazione del nuovo pronto soccorso, ma sono diversi i progetti in programma tesi a un miglioramento dei servizi. «Interventi che porteranno senza dubbio benefici alla struttura, ma un ospedale non può non consentire l’autonomia di chi è in carrozzina». Claudio Ferrante, Mariangela Cilli, segretaria di Carrozzine Determinate, e Carmine Carlone, membro del direttivo dell’associazione, decidono di farci toccare con mano le problematiche vissute dalle persone disabili. Raggiungiamo l’ospedale civile. «Le difficoltà iniziano dal parcheggio», sottolinea Ferrante. «I marciapiedi esterni sono una trappola. La carrozzina non può accedere all’ingresso accettazione a causa di una ripida salita. Occorre l’automobile, ma una volta arrivati non è semplice parcheggiare». Attualmente sono due i parcheggi riservati, «ma non dipende soltanto dai lavori in corso». Scopriamo, infatti, che alcuni posti riservati non esistono più: le strisce gialle sono state coperte da strisce bianche. «Sono davvero amareggiato» aggiunge Ferrante. «Quei posti, a pochi metri dall’accettazione, erano stati ripristinati nel 2015, dopo una lunga battaglia». Raggiungiamo il parcheggio principale. «Qui non esistono parcheggi riservati. Un’altra difficoltà è provocata dalle betonelle, che bloccano la carrozzina. Salire sui marciapiedi è impossibile, mancano gli scivoli», precisa. La situazione non migliora lungo il percorso che conduce all’ingresso dei visitatori. «Ci sono varie pendenze che obbligano un disabile a essere accompagnato, perché si rischia di cadere all’indietro. Lo scivolo all’ingresso supera, invece, di oltre il doppio la pendenza consentita dalla legge. La situazione è ancora più complicata nelle giornate di pioggia», spiega. «Non è a norma neanche lo scivolo che consente l’ingresso al bar e c’è un gradino davanti alla cappella. Una persona disabile dovrebbe potersi muovere in autonomia in un luogo deputato alla cura della salute». Ferrante si rivolge al manager Mancini e all’assessore regionale Nicoletta Verì, chiedendo «un incontro urgente sul tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche».

