Ospedali, Febbo difende il piano della Verì

L’assessore risponde a Pd, M5S e Consulta: «Una proposta che risponde alle esigenze del territorio»
PESCARA. L’assessore regionale Mauro Febbo difende il piano sulla rete ospedaliera che l’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, ha portato all’attenzione del tavolo ministeriale di confronto. «Questo governo regionale», dice Febbo, che risponde alle dichiarazioni del Pd, del M5S e anche della Consulta pescarese sull’istituzione del Dea di II livello a Pescara, «non deve sciogliere alcun dubbio sul futuro della sanità, e in particolar sui Dea di secondo livello. Soprattutto non bisogna continuare a fare inutile demagogia e confusione. Mi spiace», aggiunge Febbo, «leggere ancora dichiarazioni fuorvianti attraverso posizioni anacronistiche. Innanzitutto si evidenziano diverse inesattezze e imprecisioni, sia da parte delle opposizioni regionali, ricordo maggioranza giallo-rossa al Governo centrale, sia da parte della Consulta pescarese, sui contenuti programmatori e sui dati relativamente ai riferimenti normativi, giuridici e prestazionali del decreto ministeriale 70 del 2015 (che reca la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, ndr), mentre sarebbe importante continuare a lavorare in modo che i tutti presidi ospedalieri regionali possano alzare il livello delle proprie prestazioni». Secondo Febbo, «è necessario rispondere ai bisogni sanitari diffusi delle popolazioni di riferimento ed evitare quindi il costante ripetersi di una mobilità passiva spaventosa, di cui sono stati responsabili le precedenti direzioni delle Asl, e quindi il precedente governo regionale. Basti pensare come solo per l’anno 2018 per la mobilità passiva si è registrato un passivo di ben 66 milioni e 235 mila euro, che andremo a pagare a livello ministeriale anche in perdita di posti letto nella ripartizione con le altre Regioni. Come sempre ho sostenuto», continua Febbo, «una buona e concreta sanità regionale deve occuparsi di tutti i cittadini, ovunque residenti, e lo deve fare nel migliore dei modi. Una semplicista e rigida applicazione del decreto 70, oggi contestata da chi l’ha difesa quando era al governo regionale, non da risposte a una Regione come la nostra dove gran parte del territorio è stato martoriato da ben due terremoti, morfologicamente complicata nel sistema viario reso ancora più impraticabile da un dissesto idrogeologico insopportabile ed inarrestabile. La proposta portata al tavolo ministeriale dall’assessore Verì, condivisa dal Governo Regionale e dalla maggioranza nella sua interezza, risponde invece alle esigenze dei territori. L’aver riaffermato la centralità qualitativa dei 4 grandi ospedali, con l’arricchimento di quelli individuati come stabilimenti o riconosciuti di area disagiata, risponde a ciò che questa maggioranza chiede al governo nazionale dopo anni di sacrifici e di risanamento. Ci aspettiamo che tutte le forze presenti in Consiglio regionale sostengano la proposta». (u.c.)

