Ospedali, sì al nuovo piano Verì: «È una data storica»

Cancellate le proposte dell’opposizione. Marsilio: non faremo Dea di 2° livello
L’AQUILA. Alle 18,30 la lama della ghigliottina si abbatte inesorabilmente sui 600 emendamenti dell’opposizione. Per la maggioranza di centrodestra diventa un gioco da ragazzi approvare il piano della nuova rete ospedaliera al termine di una seduta fiume del Consiglio regionale, cominciata a mezzogiorno, che ha toccato momenti di altissima tensione. Alle 19,59 infatti scatta l’applauso, ma a battere le mani sono solo i consiglieri del centrodestra. «È una data storica», il commento dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che ringrazia il presidente Marco Marsilio, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza e il direttore del Dipartimento, Claudio D’Amario. Già oggi il piano di riordino sarà a Roma per il via libera definitivo del Tavolo di Monitoraggio interministeriale. Ma il capitolo ospedali non è chiuso.
LA CROCIATA DI MARSILIO
La principale novità infatti arriva da Marsilio che, in aula, annuncia una nuova battaglia della maggioranza. «Non sceglieremo i Dea di II livello. Ci rifiutiamo di farlo», dice il governatore uscente e ricandidato durante il suo intervento. Dall’Abruzzo quindi parte la proposta di cancellare il decreto Lorenzin perché di fatto ha impedito, fino a ieri, di ridisegnare una mappa degli ospedali a misura della nostra regione. Che non è la pianura padana, ma ha aree interne e montuose. Un’orografia unica dove il diritto alla salute non può seguire uno schema standard, come quello che aveva previsto l’ex ministro alla Sanità, Beatrice Lorenzin, mettendo in difficoltà anche l’ex governo regionale di centrosinistra. «Le altre Regioni ci guardano con interesse, siamo diventati un modello», afferma Marsilio. E per sostenere questa iniziativa la maggioranza approva anche un ordine del giorno che crea i presupposti per 11 modifiche al nuovo piano, tra cui le richieste sia di spazzare via la Lorenzin sia di salvare la sanità marsicana di confine creando l’Ospedale dei Marsi, una sorta di struttura diffusa, illustrata in aula da Simone Angelosante, che comprende i presìdi di Avezzano, Pescina e Tagliacozzo.
PATIBOLO IN AULA
Ma non sono mancati urla e scontri verbali, la ghigliottina portata in aula dal capogruppo dei 5 Stelle, Francesco Taglieri, l’annuncio di Sandro Mariani di andare in procura dopo una frase di Marsilio («Ci sono stati faccendieri che giravano per Roma con le loro valigette per far approvare i progetti di finanza di nuovi ospedali», ha affermato il governatore riferendosi agli anni della precedente giunta), e quindi inchieste sulla sanità rinfacciate da una parte e dall’altra dei banchi. E ancora: le parole infuocate di Giorgio Fedele, Domenico Pettinari e Pietro Smargiassi, gli interventi mirati di Silvio Paolucci, Americo Di Benedetto e Pierpaolo Pietrucci, di altri della minoranza e di esponenti della maggioranza, tra cui Massimo Verrecchia, Mauro Febbo e Vincenzo D’Incecco.
IL QUADRO COMPLETO
In sintesi, la nuova rete ospedaliera, illustrata da Verì ad inizio seduta, rinvia di 36 mesi la scelta dei Dea di secondo livello (e a sentire Marsilio non li vedremo nascere neanche nel 2026), e istituisce quattro ospedali principali (L’Aquila e Pescara per emergenze urgenze ictus e politrauma, Chieti e Teramo per la rete cardiologica) con stesse funzioni hub di secondo livello; quattro di primo livello (Avezzano, Lanciano, Vasto e Sulmona che mantiene il punto nascita); sei di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero); due di area disagiata (Castel di Sangro e Atessa). Mentre Pescina, Guardiagrele e Tagliacozzo diventano stabilimenti collegati rispettivamente agli ospedali dell’Aquila, Chieti e Avezzano.
Le Uoc ospedaliere, cioè le unità operative complesse con totale autonomia, passano da 178 a 202 (+24), le Uos, ovvero le unità semplici con stessi servizi, ma non analoga autonomia economica e del personale, da 229 a 309 (+80). I posti letto saliranno a 4.892 con un aumento di 269 unità. Sono infine identificate due Centrali operative del 118, di cui una localizzata nell’ospedale San Salvatore dell'Aquila e l’altra nell’aeroporto tra Chieti e Pescara.
Intorno a questa base si andranno a connettere i progetti dei nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano e Vasto, i lavori di rigenerazione del policlinico di Chieti, e l’ospedale da realizzare a Teramo; le assunzioni del personale e gli investimenti del Pnrr per l’innovazione «con l’obiettivo di ridurre mobilità passiva e liste d’attesa», afferma Verì che cita la nuova rete oncologica regionale e il salvataggio delle postazioni di Chieti, invocata dall’associazione Aned che ha vinto la propria battaglia.
L’ALTA TENSIONE
«Gli abruzzesi devono essere fieri, siamo un modello», enfatizza l’assessore prima che Taglieri, Pettinari e gli altri intervengano per smontare una serie di certezze. La tensione in aula raggiunge l’apice quando Mariani, esponendo cartelli, rimprovera Marsilio per essersi curato nel Lazio. Ma il governatore prende la parola per definire «una pagliacciata» quella ghigliottina e quei cartelli, e per annunciare la crociata contro le prescrizioni del decreto Lorenzin che penalizzano l’Abruzzo ed è figlio – sottolinea – di Pd e M5S. «Noi», conclude, «ci facciamo rispettare a Roma». Il piano passa con 17 sì, tutti del centrodestra che incassa un pesante bonus elettorale. E Lorenzo Sospiri commenta soddisfatto: «Disegniamo la sanità del futuro». Subito dopo viene approvato anche l’ordine del giorno che non ha valore di legge, ma impegna la giunta a modificare il quadro appena varato.
LE CORREZIONI
Tra gli 11 punti, oltre ai due detti prima, viene chiesto di mantenere attivi i posti letto nella struttura di Guardiagrele; reinserire Chirurgia Generale dei trapianti; prevedere all’Aquila il potenziamento di Pediatria rendendola complessa in analogia alla Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti; potenziare la disciplina di Radioterapia oncologica a Pescara; prevedere l’accorpamento dell’Unità complessa di Rianimazione e Anestesia dell’ospedale di Chieti, come già fatto per L’Aquila; potenziare, nell’ospedale Mazzini di Teramo, l’Unità complessa Vascolare e Interventistica e prevedere un’unità operativa semplice di Terapia intensiva neonatale; accorpare la Terapia del Dolore ad Anestesia e Rianimazione dell’ospedale dell’Aquila così com’è previsto ad Avezzano e Sulmona; prevedere un’Unità operativa complessa a Tagliacozzo per la Riabilitazione Cardiologia; potenziare la Diabetologia pediatrica e prevenzione delle patologie cardio-metaboliche nell’ospedale di Chieti; e dare continuità al servizio di Emodinamica ad Avezzano a servizio del territorio marsicano, peligno e dell’Alto Sangro. C’è ancora molto da fare.
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