Ospedali, sì alla nuova rete

18 Ottobre 2023

Approvata la delibera che apre la strada all’iter finale. Verì: siamo i primi a farlo

L’AQUILA. Una giunta con 38 delibere elencate nell’ordine del giorno ma con il piatto forte, il riordino della rete dei 16 ospedali abruzzesi, inserito sul filo di lana e per fuori sacco.
L’esecutivo di centrodestra, come annunciato, ha infatti approvato ieri sera il provvedimento che ridisegna la mappa delle strutture sanitarie pubbliche. È il primo passo di un iter che si annuncia celere ma che prevede numerose audizioni e le votazioni nelle commissioni regionali competenti prima di approdare, entro dicembre, in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
CHE COSA CAMBIA
Ricordiamo i punti chiave del Piano che sono i seguenti: riclassificazioni del presidio di Sulmona quale Dea di primo livello con il mantenimento del punto nascita; di Ortona, Penne e Popoli in ospedali di base sede di pronto soccorso; dei Presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele in stabilimenti ospedalieri rispettivamente degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, in cui ubicare specifici reparti specialistici e infine il riconoscimento al presidio di Atessa della funzione di ospedale di area disagiata.
TUTTI ALLO STESSO LIVELLO
La struttura sostanziale per il riordino dei 16 ospedali pubblici: nessun Dea di secondo livello, ma quattro ospedali (L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo) con stesse funzioni hub per le reti tempo dipendenti (rete stroke, cioè ictus, politrauma/trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese); quattro ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto); sei ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero); e infine due presìdi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).
LA DEROGA CHE DIVIDE
Il Tavolo DM 70 (decreto Lorenzin) ha inoltre accolto la proposta della Regione per provvedere, entro 36 mesi, all’individuazione dei due Dea di secondo livello. Sulla carta sono Pescara e L’Aquila, a discapito di Chieti e Teramo, il rinvio evita alla maggioranza di prendere decisioni impopolari prima delle elezioni regionali del 2024. Il Piano di riordino si presta così a due diverse letture. Per l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì: «È il primo approvato per la nostra regione che ha ottenuto anche la deroga alle regole imposte dal decreto Lorenzin». Ma per l’opposizione, in particolare per quella rappresentata dal Pd, è anche il meno completo perché fa slittare di ben tre anni il punto principale rappresentato dall’individuazione dei Dea di II livello.
Tra le altre delibere che meritano approfondimenti nei prossimi giorni ci sono l’approvazione dello statuto della fondazione Abruzzo Film Commission (proposta dall’assessore Daniele D’Amario), del dimensionamento della rete scolastica, della fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo per gli studenti che ne hanno diritto e del rimborso delle rette scolastiche per i residenti nei piccoli comuni montani, atti che portano la firma dell’assessore Pietro Quaresimale. (l.c.)
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