Otto pecore sbranate da un branco di lupi Paura ad Abbateggio

25 Settembre 2015

Allarme per i predatori affamati che scendono a valle La Provincia chiede al prefetto un consulto di esperti

ABBATEGGIO. Per i lupi che vivono nei territori dei Parchi sconfinare dalle zone protette, dove abbondanti dovrebbero essere le prede, e arrivare alle periferie dei centri abitati, sta diventando ormai una consuetudine.

A farne le spese l' altra notte è stato un allevatore di Abbateggio, Donato De Thomasis, proprietario di un piccolo gregge, che ieri mattina ne ha trovate ben otto azzannate a morte, a conferma della manifestazione di una aggressività molto pronunciata da parte dei lupi. Un comportamento fotocopia di quanto è avvenuto di recente anche nella zona Vestina, vicino al Lago di Penne.

Gli allevatori sostengono che non vi siano più prede facilmente abbordabili per i lupi che sono costretti a spingersi sempre più a valle, mentre altri ritengono che questo comportamento sia causato dalle recenti e più incisive battute di caccia ai cinghiali, autorizzate anche nelle zona protette, per regolare l'incontrollata diffusione degli ungulati nel territorio.

Spiegazioni che potrebbero essere entrambe valide, in ogni caso rivelatrici di un probabile, alterato comportamento dell'animale ritenuto il re dei boschi e delle montagne dell'Appennino.

Che i predatori del piccolo gregge di ovini siano stati dei lupi lo confermano i medici veterinari della Asl di Pescara (distretto di Scafa), accorsi sul posto dopo l'allerta lanciato dalla polizia provinciale. Un’altra scorreria di lupi feroci sarebbe avvenuta la scorsa notte anche nella periferia di Tocco da Casauria. Qui l'obiettivo del brancio sarebbe stato addirittura un cane di piccola taglia lasciato dal proprietario, Peppino Del Rosso, fuori dall'abitazione. L’uomo avrebbe visto i tre lupi aggirarsi intorno alla sua casa dopo essersi reso conto che il suo cagnolino aveva smesso di abbaiare.

Il giorno seguente ha ritrovato i resti dilaniati del suo fido nella campagna circostante. Anche il presidente della Provincia, Antonio Di Marco ritiene inspiegabile che «i lupi possano essere tanto affamati da scendere fino a quote di 450 metri sul livello del mare (Abbateggio), e di 360 per Tocco. «È inconsueto» dice «quindi temibile questo comportamento per cui è necessario assumere subito provvedimenti. Chiederò al prefetto una riunione del comitato per la sicurezza e un consulto di esperti per fare luce su quanto è accaduto».

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