Otto ragazzi in aiuto dei più piccoli

20 Marzo 2019

A Francavilla con l’associazione Emozioni: sono i volontari del servizio civile

FRANCAVILLA. Sabrina, Luna, Giulia ed Emanuele sono qui da metà ottobre. Monia, Pierfrancesco, Nikolas e Filippo li hanno raggiunti il 15 gennaio. Sono loro gli 8 ragazzi arrivati con il bando di Garanzia giovani, o con quello del Servizio civile, che mettono il loro lavoro a disposizione degli altri.
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 19, aiutano gli ospiti di Emozioni, l'associazione onlus di Anna De Siati dedicata prevalentemente ai bambini. «La nostra giornata si divide in due parti», spiega Monia Rocini, aggregata al gruppo da metà gennaio. «Nelle prime due ore facciamo attività scolastica, aiutiamo i ragazzi a fare i compiti oppure gli rispieghiamo quello che non hanno ben compreso a scuola. Poi merenda e quindi via con i laboratori». Sono 40 i ragazzi finora inseriti all’interno di Emozioni, tutti provenienti da scuole elementari e medie, fino alla prima superiore. Arrivano non solo da Francavilla, ma anche dai centri vicini, come spiega De Siati: «La maggior parte è del posto, ma abbiamo anche chi viene da Ripa Teatina, Ortona e Miglianico».
Chi sono i ragazzi che si rivolgono ad Emozioni? «Quelli che incontrano difficoltà nel percorso scolastico, che hanno bisogno di un aiuto per rimettersi al passo o semplicemente hanno bisogno di una mano nello svolgimento dei compiti a casa», spiega Luna Canino Del Prete, un’altra delle ragazze arrivata attraverso il servizio civile. «Poi ci sono anche i figli di genitori lavoratori, fino ad arrivare ai casi più delicati di chi arriva da situazioni familiari complicate».
Sul punto interviene la collega Sabrina Tobia: «Offriamo la possibilità di laboratori conoscitivi, che servono sia a favorire l’integrazione sia a far aprire i bambini, i quali spesso in noi vedono una valvola di sfogo a cui raccontare tutto ciò che rappresenta motivo di turbamento». Senza mai oltrepassare il limite professionale, precisa Giulia Faggioli: «Noi li ascoltiamo, offriamo un consiglio e un conforto, ma non possiamo e non vogliamo sostituirci al ruolo del genitore. In alcuni casi però, come può capitare a seguito di eventi che sconvolgono il piccolo, ad esempio un lutto, cerchiamo il confronto con i genitori per trovare una soluzione in grado di alleviare la sofferenza del ragazzo». Ma se il servizio civile nasce per dare una mano a chi ne ha più bisogno, in molti casi è anche un'opportunità per le persone che lo offrono e per le quali spesso rappresenta il primo impatto con il mondo del lavoro, come racconta Emanuele Cozzi: «Per noi è una sorta di palestra. Siamo tutti ragazzi, studenti che hanno appena finito l’università o si apprestano a farlo. Per me che vorrei fare l’insegnante, così come altri miei colleghi, questo è un banco di prova in grado di farmi capire cosa attendermi dal futuro».
Senza dimenticare che, durante i 12 mesi di servizio civile, i volontari ricevono un rimborso spese di oltre 400 euro mensili. Per questo Anna De Siati è già al lavoro pensando al prossimo anno: «Il progetto è stato già presentato e avrà al centro sempre i più piccoli. Mi auguro che possa esserci la stessa domanda che abbiamo registrato per il 2019 e che possano arrivare ragazzi altrettanto validi. Per loro è un’occasione, per noi una risorsa». (a.d.s.)
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