Over 50, serve il super Green pass anche per poter lavorare da casa

17 Febbraio 2022

Ma rimane per ora un mistero come fare i controlli dei certificati dei dipendenti in smart working Per chi invece resta in ufficio arriva il sistema informatico Inps per verifiche nelle aziende più grandi

Serve il super Green pass anche a tutti gli over 50 che lavorano da casa. Due giorni fa è scattato l’obbligo di vaccinazione per tutti gli ultracinquantenni sul luogo di lavoro, ma adesso è arrivato il chiarimento del sottosegretario alla Salute Andrea Costa sullo smart working: obbligo confermato pure per chi lavora da casa. La regola, tra l’altro, vale sia per il settore pubblico ma anche per i privati. Dalla teoria alla pratica, però, c’è quasi un oceano, anche perché nel decreto i controlli per chi lavora a distanza non sono specificati. L’interpretazione del sottosegretario Costa non agevola l’applicazione dei controlli da parte dei datori di lavoro, che rischiano multe fino a mille euro se non verificano il certificato dei loro dipendenti.
La stretta per chi
lavora da casa
L’idea è che lo smart working non può diventare uno strumento per aggirare le regole. Per questo motivo le aziende, specie quelle che lavorano su turni, devono organizzare controlli preventivi del Green pass da remoto, richiedendolo in anticipo ai lavoratori che fanno lo smart working. Ma sulle modalità di controllo da remoto il governo non si è ancora espresso ed è tutto lasciato all’interpretazione dei datori di lavoro, che devono pure organizzare una tripla verifica per chi va in ufficio: serve il Green pass rafforzato (vaccino o guarigione entro sei mesi) per chi ha più di 50 anni, il Green pass base (cioè anche il tampone) per chi ha meno di 50 anni e bisogna pure controllare i certificati di chi è esentato dal vaccino.
L’Inps è giunta in soccorso delle aziende per rendere più facili i controlli.
Il sistema per accelerare
i controlli
I datori di lavoro, privati e pubblici con più di 50 dipendenti, hanno ora a disposizione un nuovo servizio per verificare più velocemente il possesso del Green pass. L’Inps ha aggiunto una nuova funzione al servizio “GreenPass50+”, per la verifica dei certificati dei dipendenti. La piattaforma “GreenPass50+” consente di caricare i codici fiscali dei dipendenti e, in questo modo, scegliere accuratamente chi controllare, senza perdere troppo tempo. Con la nuova funzione aggiornata, il sistema tiene conto dell’età e dell’obbligo di vaccinazione per chi ha più di 50 anni. Ma questo sistema vale solo per controllare chi è al lavoro in ufficio, non può essere utilizzato per chi lavora in smart working.
Per utilizzare “GreenPass 50+”, basta registrarsi sul sito www.inps.it e seguire le indicazioni specifiche.
I controlli nelle piccole
aziende
Ovviamente, resta in piedi anche il metodo dei controlli del Green pass tramite la solita applicazione “Verifica C19”. È questo l’unico sistema per le aziende con meno di 50 dipendenti, che non possono utilizzare il nuovo meccanismo dell’Inps.
È già disponibile un nuovo aggiornamento dell’applicazione, che bisogna scaricare sul proprio cellulare, per fare i controlli. Ora il sistema informatico consente di controllare i Green pass, sul luogo di lavoro, tenendo conto dell’età dei dipendenti. Un meccanismo che semplifica la gestione dei controlli, perché il personale non dovrà chiedere i documenti ai dipendenti, ma che comunque deve essere fatto di volta in volta. Le verifiche andrebbero fatte all’ingresso in ufficio, ma si possono fare anche a campione in un secondo momento, a seconda delle necessità aziendali. È arrivato anche un chiarimento per colf, badanti e baby sitter over 50: serve il Super green pass anche per loro, altrimenti rischiano il licenziamento per giusta causa. Dovranno essere in possesso di una certificazione verde valida (vaccino o guarigione) per poter svolgere il proprio lavoro in casa, a contatto con gli anziani o bambini. Alle famiglie spetterà, invece, il compito di verificare, tramite applicazione “Verifica C19”, del Green Pass. Chi non controlla rischia pena una multa che va da 400 a 1.000 euro.