Padoan esalta la lotta all’illegalità
Il ministro dell’Economia: conti in ordine per dare impulso alla crescita
L’AQUILA. Tre miliardi e mezzo di euro. È la montagna di Iva non pagata da 3.700 evasori totali scovati dalla Guardia di Finanza in appena 5 mesi, con un aumento record del 300% rispetto al 2016. È solo uno dei dati diffusi dalle Fiamme gialle in occasione della festa aquilana.
Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’azione della Finanza è sempre più «indispensabile» per perseguire la strategia del governo. Strategia, ha sottolineato, che sta finalmente dando i suoi frutti e che ha consentito, con equilibrio, sia di tenere in ordine i conti sia di dare impulso alla crescita. Padoan ha sottolineato gli «importanti risultati» conseguiti dall’esecutivo che ora iniziano a essere confortati da dati congiunturali che «confermano e rafforzano il miglioramento ciclico dell’economia».
Non solo, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha rivendicato la scelta di intraprendere «una politica equilibrata volta a stabilizzare la finanza pubblica e favorire la crescita», perché «il controllo dei conti», unito al percorso di riforme, è «condizione per un ritorno stabile alla crescita». Il ministro ha poi sottolineato la necessità «di continuare a contrastare l’illegalità in tutte le sue forme, che è fonte di ingiustizia, è causa di minor benessere economico e limita le risorse da investire in infrastrutture e servizi utili alla collettività».
Ruolo per il quale è in prima linea la Finanza, che sta portando avanti, tra l’altro, una «decisa e sistematica» azione di contrasto al finanziamento al terrorismo, come ha spiegato il generale Giorgio Toschi.
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