Padre e nonno vicino alla pensione «Famiglia e lavoro»

26 Aprile 2018

PESCARA. Era arrivato a Pescara una quindicina di anni fa Salvatore Russo, 58 anni, di Apricena, nel Foggiano. «Una bestia da lavoro», dice chi l’ha conosciuto e lo ricorda proprio per la sua...

PESCARA. Era arrivato a Pescara una quindicina di anni fa Salvatore Russo, 58 anni, di Apricena, nel Foggiano. «Una bestia da lavoro», dice chi l’ha conosciuto e lo ricorda proprio per la sua dedizione, lo spirito di sacrificio, la sua forza. Faceva il muratore. Prima in Puglia e poi a Pescara dove si era trasferito con tutta la famiglia. La moglie Vittoria, e i figli. Tre femmine e un maschio. Una, ingegnere a Bologna, gli aveva regalato la sua gioia più grande, un nipotino che di tanto in tanto la moglie di Salvatore andava ad accudire a Bologna. «Una famiglia di lavoratori», ripete l’amico Matteo che non si dà pace per quello che ha scoperto ieri mattina passando casualmente con la macchina davanti al palazzo di Salvatore. «Ho visto la polizia, i carabinieri, istintivamente ho chiamato Salvatore al telefonino ma non rispondeva, ho chiamato il genero. Una cosa brutta mi ha detto. E sono sceso di corsa».
È un dolore infinito. Per Matteo, che continua a ripetere «un pezzo di pane, era impossibile litigare con lui», per il genero che non sa da dove cominciare per descrivere la bontà del suocero, «bastava che gli dicevi un problema e subito si presentava pronto ad aiutarti». E per la moglie, i figli, i fratelli. Una sorella ha provato a vederlo almeno per l’ultima volta dentro quel maledetto garage, ma neanche quello. L’altro fratello l’ha saputo in Germania. Dopo tanto lavoro e un periodo di tribolazione per lo stipendio che saltava, Salvatore Russo aveva ritrovato la serenità perché a febbraio gli avevano fatto un contratto definitivo. Finalmente assunto, in attesa della pensione. Doveva lavorare ancora per poco, ma di certo non si sarebbe fermato. Nessun hobby, nessuna passione che non assomigliasse al lavoro. Per questo nel tempo libero scendeva giù in garage, qualche attrezzo per fare le piccole cose che si sistemava da solo, come le zanzariere di ieri mattina. La famiglia ha nominato un legale, l’avvocato Andrea Cocchini, e anche un consulente di parte per l’autopsia. «Adesso non dicessero che l’assassino era incapace di intendere e di volere», ripetono. «L’ha sorpreso e colpito alle spalle con un coltello da cucina. E ha distrutto una famiglia». (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.