Padri e lavoratori Le comunità in lutto

22 Dicembre 2020

Il ricordo dei sindaci: «Dolore immenso, non si può morire così»

CASALBORDINO . Avevano tanti progetti Carlo Spinelli, 54 anni, Paolo Pepe, di 45, e Nicola Colameo, anche lui 45 anni. Speravano tutti nella fine della pandemia per poter tornare a dedicarsi ai loro hobby e intanto si preparavano a trascorrere il Natale con le rispettive famiglie. Ieri pomeriggio erano entrati sorridendo nel casotto statico dell’altoforno per smaltire il materiale pirico. Una operazione che per loro era di routine ed eseguivano sempre in sicurezza. Purtroppo, poco prima della fine del turno, si è verificata la tragedia. Il materiale inserito nel forno è esploso, provocando un boato e una grossa fiammata che non ha dato scampo alle vittime. Solo oggi, per motivi di sicurezza, i loro corpi potranno essere recuperati.
«Ho sperato fino all’ultimo che Carlo, così come gli altri due colleghi, fosse solo ferito», dice il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci. «Purtroppo poco dopo mi hanno confermato la disgrazia. Un dolore immenso che abbiamo dovuto comunicare ai familiari. Carlo Spinelli era una brava persona, un padre tenerissimo. Lascia due figli adolescenti, non meritava di morire così. Era un gran lavoratore, una persona altruista. Tutta la comunità di Casalbordino è vicina alla famiglia. La sua morte, così come quella dei colleghi ci ha sconvolto».
Non ce la fa a trattenere le lacrime Carlo Racciatti, il sindaco di Guilmi. Nicola Colameo, 45 anni, oltre che grande amico era un suo parente. «La moglie», racconta il primo cittadino, «stava preparando i dolci di Natale quando è arrivata la notizia. Non sapevo come dirglielo, è stato terribile. Non riesco a descrivere quel momento, tutte le certezze e i progetti della sua famiglia sono crollati. Volevo bene a Nicola. Era una persona che aiutava sempre il prossimo. Lascia due figli di 14 e 16 anni. Per i due ragazzi è terribile». Colameo non ha lavorato sempre alla Sabino Esplodenti. «Era un ex dipendente della Golden Lady», racconta Racciatti, «quando l’azienda ha chiuso ha lavorato in una macelleria. Poi ha trovato occupazione alla Sabino Esplodenti. Era contento, un dipendente molto attento e scrupoloso sul lavoro. È inspiegabile quello che è successo. A Guilmi lo conoscevano tutti, un intero paese è sconvolto. Non riesco a descrivere il dolore che provo», dice il sindaco.
La stessa situazione si vive a Pollutri, il paese di Paolo Pepe. «È toccato a me comunicare la notizia alla moglie. È stato terribile», commenta il sindaco, Nicola Di Carlo. «Ero vicino ad un cantiere in paese quando è arrivata la notizia ai vigili del fuoco. Nella stessa fabbrica lavora anche un altro parente. Ho chiesto conferma a lui. Poi è stato difficile dover informare la famiglia. Paolo era una persona solare e altruista. Amava la natura e il suo paese», è il ricordo di Di Carlo. «Lavorava da tempo alla Sabino Esplodenti ed era una persona molto attenta. La sorte è stata davvero malvagia con lui e con i suoi colleghi. Lascia un bambino di soli tre anni. Apprendere la notizia è stata una doccia fredda. Il Natale sarà tristissimo per la moglie e il loro figlio, ma sarà così anche per l’intera Pollutri». Anche l’Amatori Pollutri ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Paolo. «Era un grande padre, una persona di cultura e nel calcio era un grandissimo difensore. Lascia un vuoto enorme», hanno detto gli amici.