Padri, figli, fratelli e mogli Le dinastie che ci governano
Parenti e potenti, storia della classe dirigente abruzzese. Spesso con radici antiche
PESCARA. “Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e in politica”. La famiglia sta benone. Altroché. Soprattutto se si nutre di amore e potere. Dalle famiglie più strette (come i coniugi Gerosolimo a Sulmona) alle famiglie allargate dei fratelli Di Pangrazio ad Avezzano. Alla famiglia allargata per eccellenza, quella di Remo Gaspari, che non ha avuto eredi diretti (il figlio Lucio ha tentato la politica, ma ha preferito continuare con successo la pratica medica), ma ha messo al mondo centinaia di sindaci, assessori, amministratori. Che oggi ritroviamo nei partiti della seconda (e terza) repubblica. Alcuni ancora attivi, altri tramite figli, figlie, generi, nipoti (la linea parentale si allunga volentieri fino alle seconde e terze generazioni). Naturalmente non si esaurisce qui la geografia politica della regione. Non si ferma qui la declinazione del potere locale. Ma queste famiglie rappresentano, nel bene e nel male, la più efficiente forma di trasmissione del potere, soprattutto in piccole e piccolissime comunità. Una trasmissione che non perde colpi anche nell’era della post-politica o dell’antipolitica, della fine dei partiti e della nascita dei vari campi e movimenti. Nella difficile arte di cercare e ottenere consensi, quasi tutti i figli e fratelli d’arte mostrano una marcia in più. Altrimenti non si riprodurrebbero con tanto successo. Nei servizi che seguono non esauriamo certamente la lista delle famiglie al governo in Abruzzo. Delle altre parleremo un’altra volta. In compenso c’è una famiglia che si affaccia dal vicino Lazio. Sono i Lorenzin. Il fratello della ministra Beatrice, Lorenzo, correrà da sindaco a Cappadocia. Anche per amore della moglie. Che ha casa lì vicino.
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