Pagano eletto, delusione Chiavaroli

I 5 Stelle piazzano il giornalista Di Nicola, la Lega porta a Palazzo Madama l’economista anti euro della d’Annunzio Bagnai
PESCARA. Luciano D’Alfonso è stato eletto senatore. Ma la sua si può definire una vittoria amara, perché il Partito democratico è crollato anche in Abruzzo, nonostante che a Lettomanoppello, il paese del governatore, sia stato il primo partito con il 48,90%.
Ma il risultato più eclatante lo ha fatto registrare il giornalista Primo Di Nicola, candidato al Senato nel collegio Pescara-Chieti. Di Nicola è stato eletto con 165.519 voti, cioè il 40,6 per cento ed è così risultato il candidato più votato in Abruzzo.
Il giornalista ha vinto la sfida contro la sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli, candidata con il centrosinistra, lista Civica popolare Lorenzin, e soprattutto contro la candidata del centrodestra Antonella Di Nino, sindaca di Pratola Peligna.
La Chiavaroli non ha nascosto la sua profonda delusione. Ha ottenuto 72.586 voti nel collegio uninominale, cioè il 17,97 per cento. La sua lista Civica popolare, nel collegio di Pescara, ha fatto registrare 8.796 voti, cioè appena il 2,17 per cento.
«Non sono stata eletta, ma per quanto mi riguarda ce l’ho messa tutta», ha detto, «io ho fatto il miglior risultato della mia lista Civica popolare».
«Purtroppo», ha sottolineato la senatrice uscente, «il crollo del centrosinistra in Abruzzo, frutto anche della mancata percezione della politica condotta a livello regionale, ha avuto un effetto trascinamento. Personalmente sono serena, più di quello che ho fatto non potevo fare».
Meno rammaricato il consigliere comunale Carlo Masci, candidato al Senato con Forza Italia nel collegio plurinominale. Anche lui non è stato eletto. «Forza Italia è il primo partito della coalizione di centrodestra», ha fatto notare, «si è classificato al secondo posto in Abruzzo, dopo i 5 Stelle. Io ero il terzo della lista, sapevo che non ce l’avrei fatta. Sarebbe stato diverso se Forza Italia avesse ottenuto almeno il 21 per cento. Ho comunque voluto dare il mio contributo».
È stato eletto invece il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano che aveva puntato tutto su questa elezione per rilanciare la coalizione di centrodestra.
In questa coalizione, tra l’altro si è registrato un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale. Forza Italia è sopra alla Lega.Che però piazza l’economista anti euro Alberto Bagnai.
Crolla invece il Pd, è andata male invece per Liberi e uguali. Il deputato uscente Mdp Gianni Melilla ha parlato addirittura di una Caporetto per Liberi e uguali.
«Registriamo la più grave sconfitta elettorale e politica del centrosinistra e della sinistra italiana. In Abruzzo Liberi e uguali si colloca molto al di sotto dai voti presi da Sel cinque anni fa». Tra i candidati più noti che non ce l’hanno fatta l’ex deputato del Pd Gianluca Fusilli, correva per il Senato nel collegio plurinominale.
Fusilli ha usato parole dure nei confronti del segretario regionale del suo partito Marco Rapino. Segno che anche in Abruzzo è cominciata la resa dei conti.
«Questa è una sconfitta pesante senza ombra di dubbio», ha sottolineato il deputato del Pd uscente, «evidentemente non è bastato l’impegno in campagna elettorale, la mia comunque era una candidatura di sostegno al partito». «Ma ora», ha avvertito, «il segretario regionale del Pd Marco Rapino deve dimettersi per aprire un’attenta riflessione all’interno del partito e ripartire da zero, perché mi sembra che il risultato registrato in questa tornata elettorale sia zero».
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