Pagano mette il freno a Fratelli d’Italia

Il coordinatore forzista: «Candidato da condividere, Meloni non può scegliere chi le pare. Il centrodestra deve vincere»
PESCARA. Silvio Berlusconi lo ha chiamato giovedì sera. A vertice concluso. Per Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia e senatore della Repubblica, una telefonata attesa. L’accordo del Cavaliere con Giorgia Meloni e Matteo Salvini sulle regionali non va nella direzione sperata. Forza Italia contava di strappare la candidatura alla presidenza della Regione a un’arrembante Lega, grazie anche ai confortevoli sondaggi post 4 marzo. Gli azzurri invece si sono trovati davanti una Giorgia Meloni decisa a vendere cara la pelle dell’alleanza. E alla fine l’Abruzzo andrà a lei («Ci siamo soprattutto divisi i compiti per selezionare una rosa di candidature che ciascuno porterà agli alleati», ha chiarito ieri la presidente di Fdi al Corriere della Sera).
Sarà questo dunque il tema dei prossimi giorni. C’è chi dice che la Meloni abbia già il nome in tasca. Ma il momento è delicato e lo stesso Guerino Testa, uomo di punta di Fratelli d’Italia a Pescara, già candidato unitario del centrodestra alla Camera nel collegio pescarese (dove è uscito sconfitto dal 5 Stelle Andrea Colletti), è cauto nelle dichiarazioni: «Credo che Giorgia Meloni e i coordinatori regionali abbiamo già in mente l’identikit. Potrà essere un esponente diretto di Fdi ma anche qualcuno che viene da fuori, ma che ci è stato molto vicino e che potrebbe rappresentare una opzione importante». Io candidato presidente della Regione? «Non è oggi questo all’ordine del giorno», dice Testa.
Parole che forse allevieranno le preoccupazioni espresse al Centro dal senatore Pagano.
Senatore Pagano, com’è il clima nel partito dopo l’accordo di giovedì?
«Segnalo che Forza Italia in Abruzzo tiene rispetto al risultato del 4 marzo, secondo i nostri sondaggi. Il dato è che tutti quanti vogliono un po’ di spazio, ma...
Ma?
La cosa che a noi sta a cuore è che si vinca. Ma per vincere serve un candidato presidente forte, una persona autorevole con un po’ d’esperienza e una buona reputazione».
Non ritiene che Fratelli d’Italia possa esprimere un candidato con queste caratteristiche?
«Fratelli d’Italia ha un personale politico poco diffuso. E’ un partito poco radicato, una presenza minore. E’ la cenerentola del centrodestra».
Però tocca a loro indicare il candidato presidente.
«Certo, è chiaro che possono venire con delle proposte, ma la scelta, al di là di chi la indica, deve essere per forza condivisa. Di questo dobbiamo parlare. Mi pare evidente. E non è una mia fantasia: giovedì al vertice nazionale è emerso proprio questo: non è che metto chi mi pare. La condizione è quella di avere una rosa di possibili candidati, attinti preferibilmente, secondo noi, nella società civile, che possa avere una attività e che abbia anche avuto successo. Perché non siamo tutti uguali. Alcuni sono più autorevoli di altri».
Nelle trattative entreranno anche le comunali del 2019?
«Il tema oggi è la Regione».
Ieri sera Pagano ha visto anche il coordinatore della Lega Abruzzo Gianni Bellachioma. I verdi abruzzesi erano speranzosi di conquistare la candidatura e arrivare sullo scranno più alto di Palazzo Silone e conquistare la prima regione del Mezzogiorno. Dopo la delusione di Palazzo Grazioli la chat interna del partito è implosa per il gran numero di messaggi. I toni sono immaginabili. Ma, come ha dimostrato Salvini in questi mesi (e anche giovedì): il pane leghista cuoce bene nel doppio forno del Capitano.
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