«Pagheranno di più anche i clienti»

Le associazioni consumatori contro la riforma: prezzi e servizi non miglioreranno
PESCARA. Codacons e Associazione consumatori utenti (Acu): «Questa operazione è un salto nel buio, non ci sono garanzie di vantaggi per i consumatori, né dal punto di vista dei prezzi né dei servizi, né della qualità occupazionale». Le due associazioni dei consumatori, rappresentate da Vittorio Ruggieri e Luigi Di Corcia bocciano la riforma delle concessioni annunciata dal governo Draghi che intende rimettere le strutture balneari sul mercato europeo dal 2024. «I gestori sono preoccupati», afferma Ruggieri, presidente di Codacons Abruzzo, «sono in ballo i sacrifici di una vita di tante famiglie che hanno investito tempo e soldi. Non c’è alcuna garanzia che questa operazione migliori i servizi per gli utenti, è un disegno non troppo velato di mettere le mani sul patrimonio immobiliare degli italiani».
Riflette Fabrizio Foglietti, coordinatore regionale Codacons Abruzzo: «Da una verifica della delimitazione delle zone di demanio marittimo effettuata ai sensi dell’articolo 32 del Codice della navigazione e dall’articolo 558 del Regolamento, risulterebbe che molti manufatti realizzati sulla spiaggia (bar, ristoranti e strutture ricettive) si trovano su area che ha perduto la natura di bene demaniale. Se i manufatti ricadono su un’area che ha perduto la natura di bene demaniale, la scadenza delle concessioni potrà riguardare soltanto l’arenile che è interessato dalle mareggiate ordinarie? In caso di risposta affermativa appare evidente che l’area interessata dai manufatti andrebbe soggetta al regime privatistico. Si profilano dei contenziosi».
Di Corcia, Acu: «Grossi gruppi italiani che investono in ambito turistico si stanno organizzando da tempo per fare gruppo, con fondi di investimento, ingolositi dalle nostre spiagge. Andranno all’asta le aziende dove è il turismo è forte, dalla Sardegna all’Emilia passando per l’Abruzzo. Anche Pescara è appetibile come il resto della riviera adriatica. Fare cartello, però, non andrà a vantaggio del consumatore finale dal punto di vista dell’equiparazione dei prezzi e dei servizi e non è detto che l’occupazione sarà di qualità. I prezzi saranno ritoccati in alto, raccogliamo le istanze di balenatori, da Pescara e da Silvi, preoccupati per i rincari delle bollette, più 136% la luce e più 94% il gas. Ma i consumatori e le imprese potranno difendersi con class action efficaci e nel frattempo cerchiamo, a livello nazionale, la mediazione col governo». (c.co.)

