Pagnanelli eletto presidente del consiglio

6 Aprile 2017

La maggioranza si ricompatta e vota il candidato del Pd. Polemica del centrodestra e dei 5 Stelle

PESCARA. Alla fine la maggioranza si è ricompattata e ha eletto Francesco Pagnanelli presidente del consiglio comunale, in sostituzione di Antonio Blasioli nominato venerdì scorso vice sindaco. Il consigliere Pd, unico candidato, ha ricevuto 20 voti favorevoli, su 29 presenti, 3 schede bianche dei 5 Stelle e 6 astenuti del centrodestra. «Sarò il presidente di tutti», ha detto Pagnanelli dopo la sua elezione, «le priorità che mi impegno a promuovere nel confronto saranno l’ambiente, l’urbanistica e la sicurezza».

Prima di procedere al voto, si è osservato un minuto di silenzio in ricordo dell’ex sindaco scomparso Carlo Pace e poi si è passati alla ratifica dell’ingresso in consiglio di Stefano Casciano, primo dei non eletti del Pd, già consigliere comunale nove anni. Così, tutte le diatribe all’interno della maggioranza sono sparite. Persino le liste civiche, che fino a qualche giorno fa minacciavano di presentare una loro candidatura da contrapporre a quella di Pagnanelli, si sono improvvisamente riallineate al resto della coalizione dopo l’incontro con il sindaco di domenica scorsa, definito dall’opposizione il «Patto del trabocco». L’unica voce fuori dal coro all’interno della maggioranza è stata quella del consigliere della Lista Teodoro Massimiliano Pignoli. «Noi non abbiamo più una rappresentanza in giunta nonostante il 6 per cento dei voti ottenuti alle precedenti elezioni comunali», ha affermato, «chiediamo il rispetto dei patti elettorali. Noi oggi voteremo Pagnanelli, ma alla fine della consiliatura valuteremo se ci sarà un prosieguo con il centrosinistra o meno. Continueremo a presentare gli emendamenti alle delibere per migliorarle per il bene della città». Più pesanti le critiche giunte dall’opposizione. «Un candidato alla presidenza del consiglio comunale che si autocandida, ma non è candidato dalla sua stessa maggioranza», ha fatto notare il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «un vice sindaco che lascia la carica dopo due anni e mezzo di pasticci per andare a lavorare come capo della segreteria del governatore della Regione. E in mezzo il presidente D’Alfonso che continua a considerare il Comune come la sua succursale in cui sposta nomi e pedine surclassando anche il sindaco Alessandrini». Il nuovo rimpastino servito oggi in aula dalla maggioranza ha segnato una nuova giornata triste per la città di Pescara e anche per quelle liste civiche che, a fronte di una giunta monocolore Pd continuano ad essere il vaso di coccio della coalizione». «Oggi è giunto il momento di tracciare un bilancio dei primi due anni e mezzo di consiliatura», ha aggiunto il capogruppo della lista Pescara in Testa Guerino Testa, «un sindaco che ha cambiato 5 assessori e un presidente del consiglio è avvilente». «Per giorni», ha fatto notare la capogruppo dei 5 Stelle Enrica Sabatini, «abbiamo assistito allo scontro tra consiglieri Pd per la presidenza, poi hanno iniziato a chiedere qualcosa le liste civiche. Neanche per un secondo, invece, abbiamo sentito parlare di competenze e capacità di svolgere questo ruolo».(a.ben.)

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