PalaRoma, revoca anticipata sulla gestione dell’impianto

MONTESILVANO. Pochi incassi e troppe spese: è in sintesi la ragione che ha convinto la giunta Maragno a proporre al Consiglio la revoca anticipata della gestione del PalaRoma alla società sportiva...
MONTESILVANO. Pochi incassi e troppe spese: è in sintesi la ragione che ha convinto la giunta Maragno a proporre al Consiglio la revoca anticipata della gestione del PalaRoma alla società sportiva Città di Montesilvano calcio a 5. La delibera, già licenziata dall’esecutivo, approderà stamane sui banchi dell’assemblea civica per il via libera definitivo, che prevede la cessazione della gestione dal 30 giugno prossimo e il conseguente affidamento a un altro gestore.
Per comprendere le ragioni di questa presa di posizione è necessario però fare un passo indietro e tornare, seppur in maniera sintetica, alla travagliata storia del PalaRoma.
Costruito nel 1998, sprofondato sotto il peso della neve nel 2005 e ristrutturato in occasione dei Giochi del Mediterraneo 2009, l’impianto fu affidato quello stesso anno dall'amministrazione Cordoma alla società di calcio a 5 montesilvanese per 9 anni. La convenzione prevedeva un canone di affitto annuo di 2mila 400 euro, con tutte le spese in capo al Comune. Ed è proprio per questa ragione che l’ente, alle prese con i tagli dei costi dei servizi, ha preso atto di quanto l’accordo non fosse affatto vantaggioso. Basti pensare che, nel solo 2014, le spese sostenute per le utenze di luce, acqua e gas ammontano a 65mila euro. A questo si aggiungono le problematiche sull’utilizzo, non autorizzato, di alcuni locali adibiti a palestra e lavanderia, e la gestione degli spazi pubblicitari all'interno del palazzetto. Nel 2014, anche dietro sollecitazione dell’ex assessore e attuale consigliere Enea D’Alonzo, l’amministrazione avviò una trattativa con la società sportiva per rinegoziare la convenzione. Nell’aprile scorso, è stato concordato un nuovo documento approvato dalla giunta, che prevedeva tra le altre cose, il passaggio delle utenze in capo alla società. Eppure, da quella data, la società avrebbe disertato sistematicamente, a detta dell'ente, le convocazioni per sottoscrivere il documento spingendo così l’amministrazione a decidere la revoca. Per non intralciare le attività agonistiche, tuttavia, il Comune ha deciso di attendere il 30 giugno. (a.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

