PalaRoma, stangata da 900mila euro

9 Maggio 2015

È la somma che il Comune dovrà sborsare per non aver mai pagato gli espropri dei terreni negli ultimi venti anni

MONTESILVANO. Novecentomila euro: è la somma che il Comune dovrà sborsare per chiudere la partita degli espropri collegata alla costruzione del PalaRoma.

Il caso, che va avanti da quasi un quarto di secolo, riguarda l’occupazione dei terreni per la costruzione del palazzetto dello sport e che, una volta acquisiti, non sono mai stati pagati dal Comune ai legittimi proprietari. Circostanza che spinse i titolari dei siti, dove dal 2002 sorge l’impianto sportivo, a rivolgersi ai giudici per ottenere l’indennizzo dovuto.

La questione arriva dunque a conclusione. In questi giorni, il Tar Pescara ha condannato il Comune a un esborso complessivo di 900mila euro. A renderlo noto è lo stesso sindaco, Francesco Maragno, il quale definisce la sentenza «un altro, durissimo colpo agli equilibri finanziari dell’ente, già fortemente precari». L’amministrazione è stata condannata a pagare 566mila euro a 10 proprietari che presentarono il primo ricorso al Tar e 93 mila euro ad altri due proprietari intervenuti nella causa in un secondo momento. A tali incombenze si aggiungono gli interessi, maturati dal 2002, e le spese legali. «È assurdo constatare che sono stati eseguiti espropri senza accantonare le somme per gli indennizzi», prosegue il primo cittadino. «Ancora una volta, il Comune si trova a fronteggiare una pesantissima eredità. A pochi giorni dall’approdo del rendiconto di gestione 2014 in Consiglio Comunale, con una situazione che vede le casse municipali quasi al tracollo, questa notizia scuote l’equilibrio finanziario dell’ente, già provato dall’entrata in vigore della norma che prevede l’armonizzazione contabile». L’approvazione del progetto di realizzazione del PalaRoma risale addirittura al 1991 e prevedeva gli espropri di alcune aree per un totale di 400 milioni di lire. Eppure, alla costruzione dell’opera pubblica, avvenuta 13 anni fa, non hanno mai fatto seguito i relativi pagamenti.

Al centro delle polemiche, nel corso del tempo, non solo le procedure relative al sito dove sorge il PalaRoma, ma anche gli espropri della zona retrostante, quella destinata, secondo il progetto dell’epoca, a parcheggi, campo da calcetto e verde attrezzato. Naturalmente, tutte le opere previste non sono mai state realizzate, e ancora oggi quel comparto urbanistico si presenta come un’ampia distesa di polevere e fango che causa enormi disagi ai residenti. A sollecitare la giunta dell’ex sindaco Di Mattia, perché mettesse fine a uno scandalo lungo oltre 20 anni, nel 2012, furono i i consiglieri di minoranza Ernesto De Vincentiis e Paolo Cilli (oggi assessore), i quali, con una mozione consiliare, denunciarono che le aree in questione erano addirittura ancora intestate ai vecchi proprietari.

«Non risulta essere mai stato definito nessun atto di compravendita né di esproprio tra i privati e l'amministrazione comunale», sostenevano gli amministratori. L’iter burocratico avviato dalla giunta Di Mattia per risolvere il contenzioso, tuttavia, si era bruscamente interrotto con la caduta della stessa amministrazione, tanto da spingere il sindaco dimissionato a inserire il PalaRoma tra le tappe di una “biciclettata” organizzata per informare la cittadinanza sui progetti avviati e interrotti dall’esecutivo di centrosinistra.

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