Palasport ancora occupato Nuovo stop per le squadre

15 Maggio 2021

Penne, la struttura utilizzata dalla Asl per i tamponi doveva essere già liberata L’assessore Di Vincenzo: «Il sindaco ha sbagliato a non seguire i miei consigli»

PENNE. Il palazzetto dello sport di Penne continua ad essere occupato dalle postazioni per effettuare i tamponi all'intero comprensorio vestino. La struttura, ormai da 3 mesi, non è utilizzabile dalle associazioni sportive che, in questi mesi di graduale ritorno alla normalità, hanno ripreso le rispettive competizioni. Nonostante siano iniziate le operazioni per montare la tensostruttura che dovrebbe ospitare il nuovo punto tamponi all'interno del distretto sanitario del Carmine, ad oggi il palazzetto non è stato ancora sgomberato e riconsegnato alle associazioni sportive.
La Volley Penne, una delle società interessate a riprendere le proprie attività all'interno del palazzetto, in questi mesi ha dovuto rinviare ben 8 gare con la propria squadra di serie C, più una gara del settore giovanile. Stesse problematiche anche per Vertigo (arrampicata) e le due società di Basket, Progetto Gioco e Basket Penne. Per l'assessore al sociale del Comune di Penne Lorenza Di Vincenzo l'errore è stato non prendere in considerazione la sua proposta, vale a dire di spostare le postazioni per i tamponi nelle aree spogliatoio del palazzetto, in modo da poter liberare il parquet da gioco. Soluzione, quella dell'assessore Di Vincenzo, che il sindaco Mario Semproni non ha assolutamente gradito. «La mia idea di spostare temporaneamente i tamponi molecolari nell’area spogliatoi del palazzetto, definita dal sindaco come proposta che non sta né in cielo né in terra, era stata portata avanti con dei documenti ufficiali depositati presso il Comune di Penne».
«L'area spogliatoi da me indicata», sottolinea l'assessore Di Vincenzo, «presenta un’estensione di 157,20 metri quadrati (84,20 per i locali e 73 tra docce e bagni). La mia proposta dunque non era campata in aria e, come anche sottolineato in consiglio comunale, sarebbe dovuta essere una misura temporanea, tale da permettere alle associazioni sportive di concludere i campionati e alle attività sanitarie di procedere con gli screening dei tamponi».
«Dalla mia proposta», conclude, «sono trascorsi 22 giorni che potevano essere utili alle associazioni sportive per concludere con dignità i campionati. Si è preferito invece fare melina pur di non avallare la mia soluzione. Di sicuro il torto non è stato fatto a me, ma alle associazioni, ai ragazzi e alle loro famiglie che, nonostante tutto, continuano a credere nello sport come strumento educativo e sociale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA