Palazzi Clerico, i residenti temono crolli

1 Novembre 2019

Il presidente della commissione Sicurezza Foschi: «Gli edifici di via Tavo si sfaldano, vanno demoliti»

PESCARA. «I ruderi di cemento armato dei palazzi Clerico, nel quartiere Rancitelli, vanno demoliti. Lo chiedono i cittadini, esasperati dalla presenza sul territorio di scheletri mai completati che oggi sono ricettacolo di degrado, ma soprattutto pongono un problema di sicurezza anche strutturale». È quanto ha dichiarato il presidente della commissione Sicurezza Armando Foschi, che ha annunciato la presentazione di una mozione in consiglio comunale su questa questione.
«A tal fine», ha spiegato, «ho depositato alla presidenza del consiglio comunale una mozione ad hoc, che verrà discussa nelle prossime sedute, per impegnare sindaco e giunta ad adottare con la massima urgenza tutte le iniziative utili per far sparire quegli edifici della vergogna con il loro abbattimento».
«Questa mozione», ha ricordato Foschi, «fa seguito alla riunione della commissione, svoltasi il 9 settembre scorso alla presenza, tra gli altri, del dirigente all’Edilizia Gaetano Silverii, di don Massimiliano De Luca, parroco della chiesa degli Angeli custodi e di una delegazione di residenti, con i quali abbiamo attivato un dialogo importante teso a riportare ordine, legalità e sicurezza nel quartiere. In quella sede i cittadini hanno lanciato la loro denuncia».
«Quei palazzi», ha fatto presente, «sono da sempre ricettacolo di degrado sociale, luogo di spaccio e consumo di droga, ma anche che la loro presenza incombente spaventa dal punto di vista urbanistico-edilizio-strutturale, lasciando emergere dubbi, perplessità e preoccupazioni circa la loro permanenza sotto il profilo di agibilità e vivibilità». «È evidente», ha aggiunto, «che quei pilastri di cemento armato, costantemente inzuppati dall’acqua che riemerge dal suolo, oggi presentino dei problemi tecnici, con lo stesso cemento che ha cominciato a sfaldarsi e rappresentino un pericolo per l’incolumità di chi addirittura vive all’interno dei ruderi».
«La situazione venutasi a creare nel corso di quasi quarant’anni», ha sottolineato il presidente, «ha generato oggi un detrattore ambientale tra i più vistosi presenti in ambito urbano sul territorio comunale e purtroppo fino ad ora nessuna amministrazione comunale è riuscita a varare un’azione realmente efficace per porre fine al protrarsi di una situazione davvero insostenibile sul piano ambientale, sul piano sociale e su quello del decoro urbano».
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