Palazzi sgomberati, ecco i fondi per abbatterli

20 Novembre 2019

PESCARA. Saranno abbattuti e ricostruiti (forse altrove) i palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano, civici 14,18 e 22, da dove il 4 luglio 2017, per motivi di sicurezza, sono state sgomberate 236...

PESCARA. Saranno abbattuti e ricostruiti (forse altrove) i palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano, civici 14,18 e 22, da dove il 4 luglio 2017, per motivi di sicurezza, sono state sgomberate 236 persone, per complessive 84 famiglie. Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha annunciato ieri che la Regione «ha ottenuto dal governo lo stanziamento di undici milioni e 520mila euro, che verranno assegnati all’Ater Pescara per buttare giù i tre edifici e per reinvestirli nell’edilizia popolare. A due anni dall’evacuazione d’emergenza il centrodestra», rivendica Sospiri, «si prepara a cancellare una situazione di oggettivo pericolo per l’incolumità pubblica, restituendo ossigeno a un quartiere che da sempre ha una criticità sociale determinata anche da un’edilizia pubblica progettualmente sbagliata».
Il 4 luglio di due anni fa l’Ater rese noto l’esito di alcune prove di stabilità e di carico eseguite dalla Labortec nei tre fabbricati popolari. Prove che ne avevano certificato l’inagibilità totale. Secondo quei rilievi gli edifici potevano collassare da un momento all’altro per lo sfaldamento e la polverizzazione delle fondamenta, e dunque andavano sgomberati subito. Le famiglie furono sistemate in alberghi e strutture di prima accoglienza.
«L’Ater, dopo un interessamento dell’attuale amministrazione comunale di centrodestra, ha provveduto ad alzare una recinzione adeguata al fine di rendere inaccessibili i portici sottostanti gli edifici, ma ora il passo da compiere è quello di demolire i tre fabbricati che non sono recuperabili», continua Sospiri, «oggi finalmente, dopo vari e ripetuti contatti, è arrivata la risposta positiva da Roma con l’assegnazione di undici milioni 520mila euro che, attraverso l’Ater di Pescara, ci permetteranno di abbattere gli edifici, con lo smaltimento del materiale di risulta e con una dotazione economica da utilizzare per l’edilizia residenziale popolare».
Il finanziamento fa parte del secondo programma di riparazione dei danni causati dal sisma al patrimonio edilizio pubblico a destinazione abitativa. È stato concordato con le altre Regioni del cratere sismico 2016, ed è contenuto nella delibera Cipe 127/2016. «Seguiremo tutta la procedura», assicura Sospiri, «che coinvolgerà le competenti strutture regionali, ovvero l’Ater, per garantire tempi certi e immediati nello svolgimento di tutte le fasi burocratico-amministrative: progettazione, gara d’appalto, affidamento e realizzazione».